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Viola, coach Carrea: ‘Reggio uno dei posti migliori per fare questo mestiere. Il pronostico…’

"E' l'allenatore che si deve adattare ai giocatori e non il contrario"

Michele Carrea

Dopo la breve dichiarazione sul sito ufficiale, il nuovo coach della Viola Michele Carrea parla a VideoTouring. Di seguito alcuni passaggi: “Intanto mi preme fare i complimenti a tutti quelli che hanno contributo ad arrivare ad un passo dalla promozione sul campo dopo un grande percorso. Il loro piazzamento e il loro lavoro ha permesso alla società, grazie a quel posizionamento, di poter presentare domanda di ripescaggio fino al raggiungimento dell’obiettivo. I due grandi motori che hanno spinto la mia decisione? Sicuramente il fatto di allenare in una piazza storica dove la pallacanestro è seguita e sentita e guardata con competenza. Reggio uno dei posti migliori per fare questo mestiere, noi lavoriamo per dare emozioni. Il secondo aspetto è quello del percorso. Sono un allenatore che ha sempre cercato di costruire e quindi per me era importante sposare un progetto a lungo termine, esattamente quello che la Viola mi ha prospettato.

Dopo tanti anni mi sono convinto di una cosa: è l’allenatore che si deve adattare ai giocatori e non il contrario. Serve una identità e questa la costruiremo insieme. Siamo entrati sul mercato quando molte società hanno già operato e questo ha ristretto la possibilità di scelta, ma quelli che stiamo trattando hanno tutti la mia piena soddisfazione. Il sistema imprescindibile è la compattezza, poi ripartenza, aggressività e il limitare al massimo gli errori. La squadra deve sapere cosa fase in entrambe le fasi.

Nel mio percorso sono tanti i colleghi con i quali ho avuto la fortuna di collaborare, figure importanti dal punto di vista professionale e umano. Posso parlare di Marco Crespi, Umberto Vezzosi, Andrea Zanchi, ma non vorrei dimenticarne qualcuno, quindi riconoscente a tutti. Poi ci ho messo le mie idee, ho costruito la mia pallacanestro con una gavetta molto lunga. A Reggio Calabria potrei sperimentare cose che invece in passato non ho mai provato.

Le immagini dei play off contro Avellino mi hanno colpito. Vedere quel pubblico per una partita play off di B Interregionale colpisce tutti e racconta quanta passione e voglia di basket c’è a Reggio Calabria. Mi è capitato di affrontare la Viola diverse volte e dico che chi ama la pallacanestro sa il peso che la società ha avuto per tantissimi anni. Vi dico che questo è quello che cercavo.

Non sono ferrato nei pronostici e ci credo molto poco. E’ chiaro che chi si propone in un certo modo sul mercato, annuncia di avere delle ambizioni elevate, ma non spendo molte energie nel vedere quello che fanno gli altri. Qui c’è un progetto nuovo in una categoria nuova. Come già detto, la costruzione più importante è quella dell’identità”.

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