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Warcraft – l’inizio: al cinema tra Orchi e Umani


di Antonello Diano – Se c’è un videogame tra i più popolari e più giocati al mondo dagli anni ’90 ad oggi, ebbene quello è Warcraft.

Il gioco di strategia in tempo reale che ha stravolto i canoni e di conseguenza le vite dei videogamers, divenuto un successo commerciale nel 2000 con World of Warcraft (WOW) è stato traslato nel mondo cinematografico con Warcraft – l’inizio.

Compito non facile vista la difficoltà di tradurre dal punto di vista narrativo una trama composta da combattimenti, cambi di storia frequenti e le ovvie dinamiche da videogame. Non a caso i film di questo genere subiscono una dura critica.

Warcraft – il film, fonde in un unico lungometraggio la storia del capostipite del fenomeno mondiale della saga Warcraft: Orcs & Humans – immergendolo nello stile visivo, di gioco e di atmosfere di World of Warcraft.

La trama piuttosto semplice ed ormai un cliché nei film fantasy – due fazioni in lotta per la salvezza del proprio mondo – viene portata avanti in maniera lineare e mai sottotono. Il film non annoia e non risulta pesante nonostante vi siano molti combattimenti, ma non può essere paragonato all’epicità fantasy del “Signore degli Anelli”, ricordando invece la serie tv “Le cronache di Shannara”.

Il ritmo del film è veloce ed incalzante ma mai sfuggente o superficiale, che ti porta a non legarti ad un solo personaggio del film o di entrambe le fazioni ma bensì ad apprezzare una visione totale dei personaggi.

Le dinamiche stesse del popolare videogame vengono riportate egregiamente nel film: assistiamo a due storie diverse – quelle degli Orchi e degli Umani – ma parallele che si intersecano tra di loro in uno snodo centrale con colpi di scena, tradimenti e stravolgimenti di ruoli.

La grafica è impressionante, complici dei colori vivi e non troppo luminosi ed una fotografia che fa immergere nelle atmosfere e location fantasy del mondo di Warcraft realizzate con estremo realismo.

La differenza tra trucco pratico e grafica al computer è impercepibile.

Le colonne sonore stesse realizzate da Ramin Djawadi (Iron Man, Pacific Rim, Prison Break, Il Trono di Spade, Medal of Honor) sono epiche e scandiscono la potenza del film fissandoti in testa il motivo principale del film: lo scontro.

Come prevedibile realizzare un film del genere (compito non facile, per non deludere sia i fan del videogame che quelli del buon cinema) presenta qualche difetto: alcune scelte non spiegate o lasciate in sospeso, qualche cliché hollywoodiano che si rifà alla Bibbia e la fretta di concludere il film non concentrandosi abbastanza sull’epilogo finale.

Anche questo sarà un film che dividerà la critica, (quella americana l’ha addirittura stroncato, ma sappiamo che vi sono molti interessi economici delle case produttrici), per essendo un buon prodotto cinematografico e che va guardato, che siate o meno amanti del genere videoludico.

Il finale ovviamente aperto e che ci lascia in sospeso, ci porta ad attendere il sequel.

 

Voto 7,5

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