Regionali, Tridico: ‘Una nuova primavera. Passaggio successivo, federare il Sud’
"Così come per Napoli e la Puglia, ora tocca a noi". Le parole del candidato presidente del csx
16 Settembre 2025 - 16:06 | Comunicato Stampa

“Per la prima volta la Calabria è stata un laboratorio. Tanto che dopo di noi sono arrivati gli accordi anche nelle altre regioni. C’è stato un dialogo serio, si sono definiti dieci punti di programma chiari e si è creata una convergenza ampia sul nome. A quel punto ho accettato”, così Pasquale Tridico in un’intervista al Quotidiano Nazionale.
Tridico contro Occhiuto
“C’è l’indignazione che mi ha mosso da calabrese – continua il candidato alla presidenza della Regione Calabria – Occhiuto ha fatto un ‘Papeete’ come Salvini: si è dimesso in piena estate, cercando di sviare l’attenzione dai suoi guai e sperando di trovare un centrosinistra e il M5S impreparati”.
La sanità calabrese
Sulla sanità Tridico osserva:
“Occhiuto ha avuto pieni poteri sulla sanità, da presidente e commissario, ed è stato complice con Scopelliti, che nel 2011 ha chiuso 18 ospedali. La nostra sanità è quella di un Paese in via di sviluppo. Reparti all’osso, carenza di medici, persone che muoiono perché l’ambulanza non arriva: 4 negli ultimi mesi. Situazione aggravata dal conto mostruoso pagato alle regioni che accolgono i pazienti che qui non riescono a curarsi. Solo che la sanità è pubblica: la pagano pure i calabresi”.
Una nuova primavera per il Sud
Per la Calabria Tridico spera in:
“Una nuova primavera, come è stato a Napoli e in Puglia. Ora tocca a noi, il passaggio successivo è federare finalmente il Sud”.
Su questo punto sottolinea che, per federarsi, il Sud deve partire “dai punti in comune: contrasto alle mafie, cultura, università, politiche industriali. E servono soprattutto i collegamenti”.
La proposta di un reddito di dignità regionale
In merito alla proposta di reddito di dignità regionale, Tridico spiega:
“Da economista studio disuguaglianze e povertà da anni. Qui un abitante su due è a rischio povertà. È il dato più alto di tutta l’Europa. Oggi dell’assegno di inclusione beneficiano disabili, minori e anziani, ma un 58enne occupabile senza lavoro continua a morire di fame. Io ho proposto di unire i progetti di inclusione alle politiche attive per il lavoro, dall’istruzione al recupero degli occupabili, nei progetti culturali, nelle aree interne, nei siti archeologici. Così si potrà usufruire dei fondi Ue”.
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