Ciclone Harry, Battaglia: ‘Usiamo i miliardi stanziati per il Ponte’

"Dirottiamo i soldi per il Ponte per ricostruire i territori devastati dal ciclone, anche per dimostrare una parvenza di vicinanza alle zone colpite che si sentono sempre più abbandonate e discriminate" così Battaglia

battaglia andrea

Se uccidi uno scarafaggio sei un eroe. Se uccidi una farfalla sei cattivo. La morale ha standard estetici”.

Questa frase, attribuita a Nietzsche, con uno sforzo di immaginazione, la possiamo utilizzare per l’attuale situazione emergenziale in cui versano le Regioni Calabria, Sardegna e Sicilia (n.d.r. l’ordine è alfabetico, non per importanza). La ripenserei nel modo che segue: “Se aiuti una Regione alluvionata del Nord, sei un eroe. Se aiuti una Regione alluvionata del Sud, sei cattivo”.

Affermando questo, non si vuole incappare nell’errore di alimentare l’insano vittimismo che contraddistingue una parte di noi gente del Sud, ma si vuole mettere a confronto due situazioni oggettive.

Le differenze nel trattamento tra Nord e Sud Italia

Tutti abbiamo in mente l’immagine della Presidente Meloni con gli stivali di gomma al tempo dell’alluvione in Emilia Romagna. In quell’occasione, aveva addirittura lasciato le attività del G7 per correre a rendersi destinataria di qualche ottimo scatto da postare sui social. Ma al di là della sceneggiata social, ciò che rileva considerare in termini pratici è che, all’epoca, il Governo stanziò oltre 2,7 miliardi di euro per la ricostruzione pubblica, inclusi circa 490 milioni di euro per somme urgenze. Somme ingenti e giuste, per carità, quelle stanziate per la Regione interessata, ma che, paragonate a quelle stanziate per le tre Regioni colpite dal Ciclone Harry, lasciano intendere una differenza di trattamento tra Regioni del Nord e Regioni del Sud. Infatti, il Governo ha stanziato solo 100 milioni per le tre Regioni, ovverosia 33,3 milioni per ogni singola Regione colpita dall’uragano. Questo stanziamento, a fronte di danni calcolati per almeno 2,5 miliardi.

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Come se i cittadini di Calabria, Sardegna e Sicilia fossero cittadini di una categoria inferiore rispetto a quelli dell’Emilia-Romagna. Come se noi del Sud non meritassimo considerazione. Come se, detto alla Nietzsche, al Nord vivessero le farfalle mentre al Sud gli scarafaggi ed aiutare a sopravvivere le farfalle ti renda eroe, mentre lasciar morire gli scarafaggi sia indifferente.

Ma questo non deve sorprenderci: la destra che attualmente ci governa trova la sua genesi nell’odio verso i cittadini del Sud e nella volontà di aumentare sempre di più le differenze sociali ed economiche. Basti pensare al ddl Calderoli sull’autonomia differenziata, ai mancati investimenti su una vera Alta Velocità ferroviaria, ai mancati investimenti sugli ospedali del Sud e sulle Università.

Le priorità del Governo e l’abbandono del Sud

Sappiamo bene che non si tratta di un problema di assenza di risorse finanziarie, bensì un problema politico di scelta delle priorità. Priorità del Governo è costruire il Ponte sullo Stretto – che ha un costo stimato di realizzazione di circa 18 miliardi di euro – quando un messinese impiega quasi 3 ore per arrivare a Palermo ed un reggino impiega almeno 3 ore per arrivare a Crotone. Città, quest’ultima, completamente abbandonata e per nulla collegata con il resto della Calabria. Priorità del Governo di destra è aumentare i costi degli staff, spendendo circa 23 milioni di euro (n.d.r. praticamente quasi quanto i 33 milioni previsti per le Regioni colpite dal ciclone).

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Insomma, è certo che la priorità del Governo di destra non siamo noi calabresi, sardi e siciliani. E, a quanto pare, non facciamo nemmeno notizia. I telegiornali, durante i giorni del ciclone Harry, erano tutti impegnati a parlare delle rivelazioni di Corona e del fenomeno Trump.

In questo clima di abbandono totale, la nota che è maggiormente dolente è la compiacenza del governatore Occhiuto, del suo esecutivo e di tutta la sua maggioranza. Non una parola sull’esiguità dei fondi stanziati dal suo Governo a favore della Calabria. Non una parola da parte degli innumerevoli consiglieri regionali ed assessori dell’area locride – mai così tanto rappresentata – nonostante località come Ardore e Antonimina siano state colpite profondamente dall’uragano. Una compiacenza del Governo regionale che non ci stupisce più di tanto, anche se fa male, perché trattasi dello stesso Governo Regionale a favore dell’autonomia differenziata, a favore della linea prioritaria affidata alla costruzione del Ponte sullo Stretto, nonché a favore dei consueti aumenti di staff e stipendi.

Una proposta concreta per la Calabria e il Sud

Insomma, un Governo calabrese complice, rovina di sé stesso. Un Governo calabrese che contribuisce ad alimentare l’idea che noi del Sud, e nella specie noi calabresi, non siamo delle bellissime farfalle ma dei brutti scarafaggi, che possono essere tranquillamente schiacciati sotto i piedi.

A mio modestissimo parere, servirebbe “dirottare” i miliardi stanziati per il Ponte sullo Stretto per ricostruire i territori devastati dal ciclone, anche per dimostrare una parvenza di vicinanza alle zone colpite che si sentono sempre più abbandonate e discriminate. Ma questo bisogna farlo prima di subito, anche perché, specialmente sulle nostre coste ci sono numerose strutture balneari che sono state completamente danneggiate. E, senza aiuti, non potranno essere pronte a maggio per l’inizio della stagione estiva. Questo causerebbe la perdita dell’intera stagione lavorativa e non sarebbe tollerabile.

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Il Governo centrale intervenga ed il nostro Governo calabrese si ricordi di essere tale, abbandonando le strette ed incomprensibili logiche di partito e di coalizione che l’hanno condotto, fino ad ora, ad essere complice della lenta morte dello scarafaggio.

Andrea Battaglia, esponente GD Reggio Calabria e membro del Consiglio Nazionale dei Giovani