Pnrr e dispersione scolastica, finanziato nuovo progetto per 2 anni a Taurianova
"Giovani, politiche sociali e cultura mai come adesso centrali nell’azione amministrativa" così il sindaco Biasi
18 Febbraio 2026 - 17:24 | Comunicato Stampa

Rinnovare l’impegno del Comune di Taurianova contro la dispersione scolastica e la povertà educativa, confermare il Polo sociale Integrato quale struttura d’eccellenza nel territorio reggino, allungando la gamma dei servizi per ogni età che in esso vengono offerti: consente questa doppia direzione qualificante il progetto “Sviluppo Apprendimento e Riconoscimento Educativo” (S.AP. e. R.E.) che, predisposto dalla cooperativa sociale Demetra, è stato finanziato in questi giorni con i fondi Pnrr dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, tramite il Dipartimento politiche di coesione e per il Sud.
Il complesso delle attività della durata di 2 anni vedrà come partener principali il Comune, l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni (Ussm) che afferisce alla sezione di Reggio Calabria del Dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità e l’Istituto di istruzione superiore Gemelli-Careri, i cui studenti – almeno 126 nella prima fase – verranno affiancati attraverso azioni che possono svolgersi fuori e dentro la scuola.
Un progetto integrato per il supporto degli adolescenti
Il progetto, pensato per gli adolescenti dagli 11 ai 17 anni – provenienti dai 10 Comuni che formano l’Ambito territoriale sociale 3 con Taurianova capofila – conferirà una nuova centralità al Polo di via Francesco Sofia Alessio che sarà sede di un vero e proprio hub gestito da una equipe multidisciplinare per offrire ai ragazzi supporto per i compiti scolastici, laboratori educativi e di sviluppo delle competenze, attività in sinergia con le famiglie, laboratori Stem, interventi laboratoriali anche nelle classi.
Le attività, potendo contare anche sulla partnership offerta dalle cooperative sociali Kalos Irtate, Metauros, Fablab, saranno all’insegna di percorsi individuali e integrati in raccordo con la scuola e le famiglie, allo scopo di consolidare un ambiente favorevole alla crescita e al percorso formativo di quegli adolescenti in situazioni di disagio, o a rischio di devianza/dispersione, segnalati dalle autorità scolastiche, dagli assistenti sociali dell’Ats o dallo stesso ufficio minorile Ussm.
Un impegno concreto per la comunità
L’obiettivo sarà quello della creazione di un sistema che incentiva, anche attraverso aiuti materiali e inneschi creativi, il rafforzamento delle competenze cognitive, educative e orientative degli studenti.
“La cooperativa Demetra – commenta l’assessore alle Politiche Sociali, Angela Crea – avendo già dato prova della sua assoluta competenza al servizio dell’Ambito territoriale sociale, è per noi sinonimo di efficienza e sensibilità sapendo garantire alle famiglie quell’ascolto indispensabile per collaborare nel comune interesse di evitare futuri rischi dispersione. La durata non breve del progetto consente una pianificazione accurata per la quale già da adesso intendo ringraziare la dirigenza e i colleghi docenti del Gemelli Careri, per una sinergia che mantiene al centro gli interessi dello studente e della famiglia, che non si sostituisce alle agenzie educative ma anzi le esalta inculcando nei ragazzi l’idea che quello per l’apprendimento sia sempre anche uno sforzo corale che chiama in causa la società e le istituzioni”.

La visione del sindaco Roy Biasi
Questa nuova collaborazione tra Comune, scuola e privato sociale avrà il suo fulcro all’interno dei locali del Polo Sociale Integrato, la struttura che un tempo ospitava gli uffici del Giudice di Pace e che oggi, grazie al proficuo utilizzo dei fondi europei, è diventata una sorta di “Centro Direzionale contro le Fragilità”, la cui efficienza è riconosciuta anche fuori dai confini cittadini.
“Così come per la Cultura anche per le Politiche Sociali abbiamo agito con le idee chiare in questi anni – argomenta il sindaco Roy Biasi – salvaguardando l’unità dell’Ambito territoriale, ma soprattutto erogando servizi d’eccellenza dall’infanzia fino alla terza età, senza badare al colore della pelle delle persone prese in carico. Un sistema circolare di intervento reso possibile, mi permetto di ricordare, dalla capacità che la mia Amministrazione ha avuto nel badare al merito delle risposte offerte dal privato sociale, non già alle targhe politiche oppure alla provenienza territoriale di chi è stato chiamato a lavorare. Anche questi sono fatti e non parole, fotogrammi di un lavoro unanimemente apprezzato che nessuna livorosa critica di chi è senza argomenti può oscurare“.
