La Strada: ‘La politica reggina evita i temi, è più interessata a misurare i rapporti di forza’
"Il centrodestra ripropone temi con la coerenza di chi non ha altro di nuovo da dire" la nota
20 Febbraio 2026 - 09:46 | Comunicato Stampa

È sotto gli occhi di tutti che molti degli argomenti avanzati dal centrodestra per le prossime elezioni comunali non sono altro che la riproposizione di temi che sono stati già ampiamente trattati e discussi negli anni scorsi.
Parlo di temi che sono stati sollevati da studiosi, tecnici, associazioni, movimenti, cittadini, in grande parte di “sensibilità” progressista. Eppure, in assenza dei minimi strumenti di partecipazione, proposte, progetti e osservazioni sono rimasti fuori dalla vita dell’Amministrazione Comunale.
Il trattamento superficiale delle proposte
Le stesse questioni, argomentate con serietà e approfondite da chi aveva le competenze per farlo, invece di essere ascoltate e trasformate in Documenti di Programmazione, e da qui in programmi condivisi per una vasta comunità politica, sono state trattate come temi da “ospiti obbligati”, come comparse da inserire in prossimità di scadenze elettorali, senza mai dare loro un valore reale.
È una storia che ripetiamo da anni: i corpi intermedi, che avrebbero dovuto avere un ruolo da protagonisti, sono stati ignorati. Oggi il centrodestra ripropone questi temi con la coerenza di chi non ha altro di nuovo da dire.
Il centrosinistra ha preferito guardarsi l’ombelico. Piuttosto che discutere seriamente di temi concreti per costruire un programma plurale, ha preferito impiegare i mesi a legittimare delle primarie che da mezzo anno almeno si sa che dovevano “obbligatoriamente” tenersi. Sono diventate il fine, e non lo strumento.
Il tunnel del lungomare e il trasporto pubblico
Tra i temi, l’esempio del tunnel del Lungomare è uno dei più lampanti: si è discusso a lungo, anche durante i lavori del Masterplan, con approfondimenti tecnici dettagliati. Un tema liquidato superficialmente anche nei giorni scorsi, senza un serio confronto. Eppure, il dibattito è vivo, serio. Io, personalmente e ad esempio, resto convinto che la soluzione non sia quella di “interrare” costosamente il traffico, ma di puntare su un trasporto pubblico efficiente e su soluzioni pedonali che rendano la città più vivibile. Ma almeno di questo bisognava parlare.
Per non dire della “funivia di Pentimele”, che è un progetto presentato alla città diversi anni fa da due stimatissimi studiosi del calibro di Pasquale Amato e Domenico Gattuso. (A tal proposito allego un link di approfondimento https://www.indi.cal.it/contributi/restauro-e-riqualificazione-territoriale-il-caso-della-collina-di-pentimele/).
Siamo d’accordo? Non lo siamo? È possibile? Qual è il rapporto costi/benefici?
E quale visione si ha per quello spazio straordinario che è la collina di Pentimele, parco mancato della città, e per i fortini in totale abbandono dopo la loro riqualificazione strutturale? Quale prospettiva per la fruizione pubblica di beni collettivi?
Il confronto politico rimandato
Quando se ne discuterà? … Dopo le primarie, quando si dovranno chiudere le liste e si sa bene in quali situazioni la macchina elettorale frullerà gli argomenti? Il candidato alle primarie viene scelto sulla base del suo programma o sulla base della coerenza di un programma di coalizione? Ma visto che il programma non c’è – e neppure dei punti in comune –, come si decide? A simpatia?
La realtà, di cui abbiamo preso atto da settimane, è che si poteva essere avanti anni luce, ma si è preferito rinviare a data da destinarsi un vero confronto sui temi. Si è preferito, piuttosto che entrare nel merito di questioni, visioni e pianificazioni determinanti per il futuro della città, impiegare il tempo con manovre utili solo a stabilire i rapporti di forza interni.
Evidentemente è mancata quella volontà politica necessaria a ri-pensare Reggio per i prossimi 10 anni.
