Roll-up per il ‘No’ al Tribunale di Reggio, Greco: ‘Presenti anche i manifesti del Si’

Nel video sui social, Greco ricostruisce la scelta dei manifesti e replica alle critiche: “Contraddittorio rispettato, chieste e ottenute le autorizzazioni”

gina greco

“Sono Gina Greco, sono il magistrato in servizio presso la Procura di Reggio Calabria e faccio parte del Comitato “Giusto dire No” di Reggio Calabria. Volevo affrontare una polemica che si è sviluppata oggi in relazione ad alcuni manifesti che sono stati affissi nel Tribunale di Reggio Calabria, al piano terra. In particolare, chi segue l’attività del Comitato sa che la campagna pubblicitaria del Comitato Referendario si è basata su 10 punti, cioè 10 motivi per cui è Giusto dire No”.

Inizia così il video sui canali social del Magistrato Gina Greco che interviene nella polemica sui manifesti referendari affissi al Tribunale di Reggio.

I dieci punti della campagna e i roll-up usati negli eventi

“Questi 10 punti – prosegue la Greco – sono riepilogati nei nostri volantini, abbiamo fatto per ciascun punto dei post su Facebook spiegando le ragioni per cui riteniamo che bisogna votare No alla riforma della giustizia. In occasione di alcuni recenti eventi abbiamo anche, con i fondi del Comitato che è autofinanziato, deciso di dare incarico a dei grafici di realizzare dei roll-up, dei manifesti molto grandi (alti circa 2 metri) e in grado di stare in piedi da soli grazie a delle strutture. Ogni manifesto riporta uno dei punti per cui riteniamo Giusto dire No e utilizziamo questi roll-up nei nostri eventi. Tra un evento e l’altro, ci era sembrato che potesse essere utile prendere questi roll-up, questi manifesti, e metterli a disposizione della cittadinanza, in particolare della cittadinanza che frequenta gli uffici giudiziari, quindi la Procura e il Tribunale. Di conseguenza abbiamo chiesto l’autorizzazione sia al Procuratore della Repubblica che alla Presidente del Tribunale per poter affiggere questi manifesti. Entrambi ci hanno autorizzato e dunque, prima in Procura, al sesto piano del Palazzo Cedir di Reggio Calabria, e poi al Tribunale, quindi tra le aule di udienza al piano terra, abbiamo affisso questi manifesti. La reazione del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati è stata particolarmente dura, siamo stati criticati per questa scelta, siamo stati di fatto quasi accusati di aver profanato un luogo sacro come il Tribunale con le nostre idee politiche, senza lasciare spazio alle idee dell’altra parte”.

La replica sulle accuse e il tema del contraddittorio

“In realtà queste accuse ci sembrano del tutto infondate per una pluralità di motivi. In primo luogo, in Tribunale sono affissi anche i 10 motivi o 8 motivi, non ricordo, per cui bisognerebbe votare sì e che sono stati affissi dalle Camere Penali, quindi il contraddittorio è perfettamente rispettato. Semplicemente i manifesti delle Camere Penali sono più piccoli, mentre quelli del Comitato sono più grandi, ma questa è stata una scelta delle Camere Penali di affiggere dei manifesti piccolini, mentre noi abbiamo scelto di affiggere dei manifesti più grandi. In secondo luogo, ovviamente non è una battaglia politica, è una battaglia a tutela della Costituzione e di quello che riteniamo sia il modo corretto di far funzionare la giustizia, e quindi portare avanti queste idee all’interno di un luogo di giustizia come il Tribunale non è assolutamente profanare un luogo sacro, ma anzi è secondo noi vivere la giustizia a tutto tondo”.

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“Siamo sicuri – conclude la Greco – che o le Camere Penali o il Consiglio dell’Ordine dovessero far stampare dei grandi manifesti con le ragioni per il sì e dovessero chiedere l’autorizzazione ad affiggerli, avrebbero l’autorizzazione esattamente come l’abbiamo avuta noi e ci farebbe anzi molto piacere poter condividere gli spazi anche con loro”.