Dante Alighieri di Reggio, Aloi lancia l’allarme: ‘Grave quanto sta accadendo. Quali accordi si nascondono?’
"Di inaudita gravità che l’Avv. Giuseppe Falcomatà, già da mesi consigliere regionale di opposizione, mantenga il proprio posto in CdA con diritto di voto", afferma Pietro Aloi
07 Aprile 2026 - 09:34 | Comunicato Stampa

Di seguito la lettera inviata da Pietro Aloi, già presidente del Cda dell’Università Dante Alighieri di Reggio Calabria, sia al Ministero dell’Università e della Ricerca che ai candidati a sindaco di Reggio Calabria alle prossime elezioni comunali.
“Con la presente, nella mia qualità di Presidente del Consiglio di Amministrazione nella precedente composizione, ritengo doveroso sottoporre alla Vostra attenzione la situazione di estrema gravità e preoccupazione in cui versa l’Università per Stranieri Dante Alighieri.
Come noto, per effetto di un’ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria dello scorso dicembre, si è insediato nell’Ateneo un nuovo e diverso Consiglio di Amministrazione, con presidente il Dott. Pasquale Basilicata, proveniente da un’esperienza come direttore generale dell’Università di Roma Tre, in cui ha trascorso tutta la sua carriera.
L’ordinanza costituisce un provvedimento di natura cautelare, adottato in una fase ancora pienamente interlocutoria. Il contenzioso è infatti tuttora pendente su più livelli giurisdizionali e sarà oggetto di ulteriori udienze nei prossimi mesi. In tale contesto di evidente provvisorietà, avverto un preciso obbligo morale e istituzionale di rappresentarVi alcune gravi irregolarità che si stanno verificando.
Stante la loro gravità per il nostro territorio, ho provveduto a trasmettere le mie preoccupazioni anche al Ministro dell’Università e della Ricerca“.
Prosegue Aloi nella sua lettera.
“In primo luogo, il nuovo Consiglio di Amministrazione guidato dal Dott. Pasquale Basilicata sta operando in una composizione incompleta e irregolare. In particolare, da un lato non è stata riconosciuta la componente dei professori, sulla base di una singolare quanto creativa interpretazione della normativa universitaria.
Appare di inaudita gravità il mancato riconoscimento delle prerogative della componente accademica, che costituisce elemento essenziale e fondativo dell’ordinamento universitario. Tale azione altera in modo radicale l’assetto di governance ed è in contrasto con lo statuto, con la normativa vigente e con i principi di autonomia universitaria.
Dall’altro, viene mantenuto in seno al CdA un componente designato quale rappresentante della Città Metropolitana, l’Avv. Giuseppe Falcomatà, pur in assenza del requisito soggettivo originario, essendo lo stesso cessato dalla carica di Sindaco e attualmente titolare di altra funzione istituzionale.
La tesi sostenuta dal Dott. Pasquale Basilicata – secondo cui tale componente potrebbe permanere “a titolo personale” – risulta in aperto contrasto con lo Statuto e ne svuota di significato le previsioni, rendendole di fatto inapplicabili.
Ciò appare tanto più incomprensibile dato che, da Statuto, la Regione Calabria esprime un componente senza diritto di voto nel CdA dell’Ateneo, designato dall’Assessore competente; è, pertanto, di inaudita gravità che l’Avv. Giuseppe Falcomatà, già da mesi consigliere regionale di opposizione, mantenga – sostenuto dal Dott. Pasquale Basilicata – il proprio posto in CdA con diritto di voto come se fosse una dote personale, che gli rimane inalienabile pur dopo essere cessato dalla carica di Sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Altrimenti, non si capisce come mai, quando l’Avv. Giuseppe Falcomatà venne sospeso dalla carica di Sindaco per effetto della Legge Severino, mai partecipò in quel periodo alle riunioni del CdA, in quanto venne giustamente sostituito dai due Sindaci f.f., Dott. Paolo Brunetti e Dott. Carmelo Versace.
Quali accordi e disegni non dichiarati si nascondono dietro queste evidenti e sfrontate forzature?
E, se quanto sopra non fosse già di per sé sufficiente a delineare la gravità della situazione, si aggiunge un ulteriore elemento, ovvero la prospettata nomina del Rettore, rispetto alla quale emergono profili incompatibili con il dettato statutario.
Si ipotizza, infatti, nella prossima riunione prevista per martedì 7 aprile 2026, la nomina di un professore già pensionato da un’Università di Roma, che in quanto già pensionato da vari anni non possiede i requisiti soggettivi previsti dallo statuto e dalla normativa universitaria nazionale.
Il futuro Sindaco Metropolitano di Reggio Calabria si potrebbe quindi trovare a partecipare a un Consiglio di Amministrazione con un Rettore eletto in violazione dei requisiti statutari, assumendo decisioni potenzialmente viziate e con evidenti implicazioni sotto il profilo delle responsabilità personali e istituzionali.
Pertanto, la situazione attuale è che la lungimirante visione dell’On. Reale è in mano a un gruppo di pensionati romani che puntano a smantellare il patrimonio culturale e di formazione rappresentato dall’Università Dante Alighieri. In tale quadro, avverto il dovere istituzionale di continuare a tutelare l’Ateneo e il territorio che esso rappresenta.
L’Ateneo rappresenta un presidio essenziale di cultura e sviluppo per la comunità; la sua tenuta costituisce un interesse che travalica le contese politiche e investe direttamente il futuro delle giovani generazioni.
Per tali ragioni, mi rivolgo a Voi candidati alla carica di Sindaco della Città Metropolitana e alle forze politiche, affinché siate pienamente informati della situazione in atto e possiate contribuire alla tutela dell’Ateneo.
Confidando nella Vostra attenzione, si rappresenta l’urgenza di una Vostra presa di posizione, anche pubblica, a tutela del territorio, degli studenti e delle loro famiglie”, conclude Aloi.
