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Elezioni, Falcomatà: ‘Loro, quelli di Lele Mora, noi quelli di Reggio finalista capitale della cultura’

Il lungo elenco del consigliere regionale ed ex sindaco: "Loro sono quelli che hanno causato il buco di bilancio, noi siamo quelli che hanno evitato il dissesto"

Giuseppe Falcomatà

La campagna elettorale per le comunali di Reggio Calabria entra nel vivo.

Giuseppe Falcomatà, oggi consigliere regionale della Calabria ed ex sindaco della città dello Stretto, rivendica il percorso amministrativo degli ultimi anni e traccia una netta distinzione tra il centrosinistra che ha governato Reggio e il campo avversario. Una contrapposizione costruita sul “noi” e sul “loro”, che l’ex primo cittadino utilizza per richiamare bilancio, società partecipate, servizi sociali, lavori pubblici, cultura, legalità e Sud.

Di seguito il post integrale pubblicato da Falcomatà:

“Come in ogni cosa nella vita, anche in politica c’è un “noi” e c’è un “loro”.
E queste differenze è importante rimarcarle soprattutto all’inizio di una campagna elettorale. E’ importante rimarcarle, sempre, a Reggio Calabria. C’è un noi e c’è un loro.

Loro sono quelli che hanno lasciato 800 milioni di euro di debiti, noi siamo quelli che hanno risanato il bilancio comunale.

Loro sono quelli che hanno causato il buco di bilancio, noi siamo quelli che hanno evitato il dissesto e grazie al “Decreto Agosto” hanno pagato tutti i crediti alle imprese, alle ditte, ai professionisti e alle cooperative della nostra città.
Loro sono quelli del fallimento delle vecchie società miste, noi siamo quelli che le hanno salvate, trasformate in società pubbliche e risanate.
Loro sono quelli del precariato e dei licenziamenti dei lavoratori, noi siamo quelli delle stabilizzazioni e dell’azzeramento del precariato al comune.
Loro sono quelli del merito a parole, noi siamo quelli delle assunzioni attraverso concorsi pubblici per circa 250 persone.
Loro sono quelli della città in cui va avanti chi conosce qualcuno, noi quelli della città in cui va avanti chi conosce qualcosa. Loro sono quelli che hanno fatto fallire Atam, noi siamo quelli che l’hanno salvata, ampliata, valorizzata, realizzando una delle flotte bus più moderne in Italia.
Loro sono quelli di zero asili nido, noi siamo quelli che hanno aperto 8 nuovi asili nido per 355 bambini, creando anche nuove opportunità lavorative.

Loro sono quelli delle proteste degli operatori sociali perchè hanno azzerato i servizi alla persona, noi siamo quelli che investono ogni anno ben 18 milioni per mense scolastiche, scuolabus, assistenza domiciliare, centri diurni, centro “Dopo di noi”.

Loro sono quelli dei lampadari di Palazzo San Giorgio pignorati dalle ditte che non ricevevano i pagamenti, noi siamo quelli che hanno investito 1,5 miliardi di euro in opere pubbliche. Loro sono quelli che utilizzavano i fondi comunitari per pagare (in ritardo) gli stipendi dei dipendenti comunali, noi siamo quelli che hanno speso e rendicontato il 94% dei fondi comunitari.

Loro sono quelli del buio, noi siamo quelli che hanno sostituito 33 mila punti luce a led in tutta la città.
Loro sono quelli che oggi fanno video e foto con sullo sfondo i luoghi belli della nostra città, noi siamo quelli che in questi anni quei luoghi li hanno riqualificati o realizzati.

Loro sono quelli del saluto romano e delle piazze ai fascisti, noi siamo quelli che celebrano il 25 aprile con i murales in onore dei nostri partigiani.

Loro sono quelli per cui il concetto di donna è Valeria Marini che passeggia sul Corso Garibaldi a spese dei reggini, noi siamo quelli che hanno aperto centri antiviolenza e case rifugio per donne vittime di violenza.

Loro sono quelli di Lele Mora, noi siamo quelli di Reggio finalista come capitale della cultura.
Loro sono quelli sciolti per mafia, noi siamo quelli che i beni confiscati alla mafia li hanno destinati ad associazioni, centri giovanili e case per i più poveri.

Loro sono quelli che votano contro il Sud e per l’autonomia differenziata, noi siamo quelli che il Sud lo difendono e che tra gli interessi di partito e quelli della nostra terra scegliamo sempre e comunque Reggio Calabria.

Noi Reggio l’abbiamo scelta ieri, quando amministrarla significava fare i conti con tutti i “loro” disastri. L’abbiamo amata, difesa, servita, con fatica e passione, tra notti insonni, sudore e lacrime. Insieme abbiamo scalato montagne e attraverasato deserti, tutti insieme. Ed anche nei momenti più bui, non abbiamo mai perso la speranza e ci siamo stretti consapevoli che la strada era quella giusta e che quel silenzioso seminare avrebbe prodotto i suoi frutti. Oggi è cambiato tutto. Sceglierla “adesso” è facile, è troppo facile, anzi come diciamo noi reggini per rendere meglio l’dea “manch’i fissa”.
Buona campagna elettorale Reggio.

Indietro non si torna, anzi indietro non si sogna”.

Un messaggio lungo e diretto, che segna l’ingresso di Falcomatà nel confronto politico cittadino. Il consigliere regionale non si limita a difendere l’esperienza amministrativa degli ultimi anni, ma prova a fissare il terreno della campagna: da una parte, secondo la sua lettura, chi avrebbe lasciato macerie economiche e amministrative; dall’altra chi rivendica risanamento, servizi e investimenti.

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