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Istituzioni culturali a Reggio, La Strada: ‘Rischio di declino definitivo’

Il punto del movimento politico sul patrimonio storico e sociale della città tra chiusure prolungate, cantieri bloccati e una cronica mancanza di visione


La Pinacoteca di Reggio Calabria rappresenta un pilastro culturale di assoluto rilievo nazionale, custode di un patrimonio artistico che spazia dai capolavori di Antonello da Messina e Mattia Preti fino alle opere di Renato Guttuso e alla tradizione figurativa calabrese. Nonostante la partecipazione a iniziative come il progetto “Distretto d’Emozioni” e l’offerta di servizi didattici, la struttura si trova oggi di fronte a sfide gestionali e strutturali che ne limitano la piena valorizzazione.

Dall’inaugurazione nel 2008, la Pinacoteca è ospitata in locali provvisori all’interno del Teatro Comunale, una sede che risulta ormai inadeguata per la conservazione e la fruizione delle opere, presentando lacune nelle dotazioni tecniche e negli spazi espositivi. La mancata apertura del Polo civico museale del Monastero di Sales, destinazione ideale e prestigiosa per le collezioni, ha di fatto paralizzato lo sviluppo della struttura, allontanando l’obiettivo dell’accreditamento al Sistema Museale Nazionale.

Le problematiche legate alla conservazione hanno già generato conseguenze tangibili, come il ritiro della “Collezione Vitrioli” da parte dei proprietari durante la pandemia, a causa dell’impossibilità della Pinacoteca di garantire le necessarie condizioni di tutela. Si rileva inoltre una gestione comunicativa carente: importanti interventi di restauro, come quelli realizzati nel 2020 sulle opere di Antonello da Messina e sul dipinto di Mattia Preti, non sono stati accompagnati da iniziative di valorizzazione che avrebbero potuto attrarre un pubblico di respiro nazionale.

Siamo convinti che la Pinacoteca di Reggio Calabria costituisca un patrimonio di eccellenza in attesa di una visione gestionale strategica. L’attuale scenario richiede una riflessione profonda sulla visione politica dell’Amministrazione.

La nostra proposta riguarda la risoluzione delle principali criticità riscontrate quali:

l’istituzione di governance: individuazione di una figura direttiva stabile che favorisca un confronto basato su criteri scientifici e professionali e non deleghi il ruolo dell’ente pubblico eccessivamente al volontariato, che pur essendo prezioso, non può sostituire un’azione di regia istituzionale;

l’inserimento della Pinacoteca nei circuiti museali: la Pinacoteca deve essere inserita in un circuito integrato, attraverso strumenti moderni come la bigliettazione unica che permetta una sinergia tra i luoghi della cultura cittadini. Costruire una rete museale solida, superando la prassi dei patrocini morali per garantire una visione a lungo termine, capace di promuovere il patrimonio reggino con la competenza e la competitività che la sua prestigiosa collezione merita

Biblioteca De Nava: un anno di silenzio è troppo. La più antica istituzione bibliotecaria della Calabria, fondata nel 1818, è sbarrata dal 21 maggio 2025. Sebbene i lavori di digitalizzazione PNRR e adeguamento impianti siano necessari, dodici mesi di chiusura totale rappresentano un danno incalcolabile per studenti e ricercatori.

I lavori risultano sicuramente necessari e doverosi ma forse, proprio in vista di essi, alcune soluzioni programmatiche più efficienti si sarebbero potute studiare e implementare. Dodici mesi di chiusura dell’unica biblioteca comunale, fondamentale per studenti, ricercatori e cittadini, costituiscono un periodo di interdizione troppo lungo, che pesa su chi ne usufruiva regolarmente del servizio essenziale.

La proposta: La nuova amministrazione deve garantire tempi certi per la riapertura a giugno 2026 e trasformare la biblioteca in una “casa della cultura” moderna. Non più solo studio silenzioso, ma spazio per laboratori, gaming e socialità, con orari flessibili e sedi di prossimità

Archivio Storico: stessa sorte per l’Archivio Storico Comunale, chiuso da marzo 2025 da marzo 2025 per interventi di messa in sicurezza legata all’assenza di impianti di climatizzazione senza una data di fine lavori comunicata.  Ospitato in alcuni locali del Ce.D.ir, l’archivio rappresentava un luogo importante per la consultazione di documenti, manoscritti e progetti che stanno alla base della storia moderna della nostra città e che quotidianamente veniva visitato per ricerche e approfondimenti da studenti, studiosi, architetti, funzionari e addetti ai lavori di settore che oggi, per usufruire del servizio, sono costretti a prenotare per tempo concordando con il personale la possibilità di consultazione dei soli fascicoli indicati in anticipo. Una modalità che non lascia alcun margine alla prassi della ricerca, fatta di collegamenti e approfondimenti che spesso nascono seduta stante durante la stessa consultazione.

Ex Monastero della Visitazione: Il complesso di via Reggio Campi, edificio di pregio storico e monumentale, è stato acquisito al patrimonio comunale per essere destinato a polo museale della città. Si tratta di un complesso architettonico che, una volta restaurato, migliorato sotto il profilo sismico, adeguato alle funzioni, ben si presta ad ospitare le collezioni civiche, la biblioteca, l’archivio storico.

È stato oggetto di un significato investimento, oltre 8 milioni di euro di fondi; i lavori iniziati nel 2017 sono fermi pare per contenziosi giudiziari. Nel frattempo gli spazi già restaurati si deteriorano e vengono occupati da senza tetto. Pur riconoscendo la complessità delle norme che regolano gli appalti pubblici, deve far riflettere l’amministrazione comunale che le cause di interruzione dei cantieri siano sempre le stesse.

La proposta de La Strada

La proposta de La Strada per la valorizzazione delle istituzioni culturali cittadine si articola in tre punti:

  1. Trasparenza totale: un cronoprogramma pubblico e certo per la riapertura di ogni sito.
  2. Investimento nel capitale umano: nuovi bandi per figure professionali specifiche e aggiornamento del personale.
  3. Nuova visione: superare il concetto di spazio culturale come “deposito” per approdare a modelli europei di partecipazione attiva.

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Connessioni e accessibilità: un sistema spezzato

Ci sembra importante aggiungere un punto, anche in virtù della collocazione del futuro polo museale civico. Il sistema di collegamento tra il lungomare e la collina (Tapis roulant e Ascensore urbano) resta un’incompiuta dal punto di vista funzionale. Il servizio procede “a singhiozzo”, impedendo una reale connessione urbana e limitando l’accessibilità per anziani e persone con disabilità. Inoltre, senza una mobilità integrata, la città non potrà mai essere una destinazione turistica competitiva. La fruizione del patrimonio culturale e in generale dello spazio pubblico deve essere garantita a tutte e tutti attraverso un investimento sulla mobilità urbana sostenibile e sull’accessibilità.

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