Minicuci saluta Reggio commosso: il garbo di Battaglia e la promessa di Cannizzaro
Sei anni di opposizione nel merito, grazie alla profonda conoscenza della macchina amministrativa. Le tre proposte del 'forestiero' che l'amministrazione Falcomatà non ha colto
12 Maggio 2026 - 18:28 | di Pasquale Romano

Antonino Minicuci ha salutato Reggio Calabria con la voce rotta dall’emozione. L’ex candidato a sindaco del centrodestra ieri ha preso la parola all’interno dell’Aula Battaglia per il suo ultimo intervento da consigliere comunale.
Minicuci non ha trattenuto le lacrime nel rivolgersi alla città che lo ha accolto, sostenuto e anche criticato durante la campagna elettorale 2020,
“Ho servito Reggio Calabria con amore e passione. È stato un onore servire la mia terra da forestiero”. Una parola, “forestiero”, scelta non a caso. È stata infatti l’ultima del suo intervento. Quasi una risposta, amara ma anche ironica, a chi nel 2020 lo aveva descritto come un profilo lontano dal territorio, incapace di conoscerne davvero problemi e dinamiche. Una lettura che, alla prova dei fatti, si è rivelata fragile.
Sei anni di opposizione nel merito
Minicuci è entrato in Consiglio comunale dopo le elezioni comunali del 2020, quando fu sconfitto al ballottaggio da Giuseppe Falcomatà. Da allora ha mantenuto l’impegno assunto con gli elettori sin dall’ottobre 2020: restare -seppur assentandosi in qualche circostanza- in Aula da consigliere di opposizione per tutta la legislatura.
Nel suo saluto ha ricordato di non aver percepito “un solo euro di rimborso spese” e di aver lavorato con costanza sui dossier più complessi dell’amministrazione.
Bilanci, conti consuntivi, Documento unico di programmazione, debiti fuori bilancio, macchina amministrativa. Temi spesso poco adatti agli slogan, ma centrali nella vita di un Comune.
È qui che Minicuci si è fatto apprezzare, anche da chi non condivideva la sua collocazione politica. La sua è stata un’opposizione sempre tecnica, dettagliata, costruita sui documenti e sui numeri. Una conoscenza amministrativa dell’ente certamente superiore alla media di gran parte dei colleghi che, in questi sei anni, hanno condiviso il percorso consiliare, sia nel centrodestra che nel centrosinistra.
Gli attestati di stima bipartisan
Dopo il commiato comosso, sono arrivati attestati di stima e affetto in modo bipartisan.
Il sindaco facente funzioni Giuseppe Battaglia, attraverso una nota, ha voluto rivolgere un pensiero al consigliere uscente, riconoscendone il ruolo istituzionale e il contributo dato nel corso della legislatura.
Nel pomeriggio di ieri è arrivato anche il saluto di Francesco Cannizzaro, candidato sindaco del centrodestra, che ha voluto rivolgersi direttamente a Minicuci, presente all’interno della Sala Monteleone di Palazzo Campanella.
“Voglio rivolgere un saluto a Minicuci. Caro Nino, vinceremo le elezioni anche per te, ti faccio questa promessa”, le parole di Cannizzaro.
Le tre proposte rimaste senza risposta
Nel bilancio della sua esperienza a Palazzo San Giorgio resta anche il capitolo delle proposte avanzate e non raccolte dall’amministrazione comunale.
La prima riguarda la possibilità, più volte rivendicata da Minicuci, di reperire un milione di euro “dalle pieghe del bilancio” in circa 60 giorni. Una sfida lanciata negli anni scorsi alla maggioranza e ai sindaci facenti funzioni, rimasta però senza un seguito concreto.
La seconda proposta era legata al PIAO, il Piano integrato di attività e organizzazione. Alla luce del lungo e articolato percorso all’interno delle amministrazioni (già Direttore Generale dell’allora Provincia di Reggio Calabria e del Comune di Genova) Minicuci aveva offerto supporto tecnico all’amministrazione, segnalando ritardi e criticità nella costruzione di uno strumento fondamentale per programmazione, personale, obiettivi e funzionamento dell’ente. Nessuna risposta però da Palazzo San Giorgio.
La terza occasione mancata riguarda il turismo crocieristico. Da ex direttore generale del Comune di Genova e forte del rapporto personale con Marco Bucci, allora sindaco del capoluogo ligure e oggi governatore della Liguria, Minicuci aveva raccontato di aver lavorato alla possibilità di portare a Reggio Calabria le grandi navi da crociera, anche attraverso un’interlocuzione con Msc. Un’importante impossibilità che, secondo le sue parole, non è stata raccolta all’epoca dall’amministrazione Falcomatà.
“Ho la coscienza tranquilla”
Nel suo ultimo intervento Minicuci ha alternato commozione, ironia e sarcasmo. Ha salutato i cittadini che lo hanno fermato per strada, chi gli ha chiesto consigli, chi lo ha sostenuto anche senza appartenenze politiche.
“Lascio questa Aula con la coscienza tranquilla e con il dovere di essermi impegnato fino in fondo. Grazie Reggio Calabria, è stato un onore”.
Si chiude così l’esperienza di Antonino Minicuci a Palazzo San Giorgio. Sei anni dopo quella campagna elettorale breve, intensa e strana in un afoso mese di agosto, l’ex candidato a sindaco lascia il Consiglio comunale con un saluto che è sembrato a tratti quasi più umano e personale che politico.
Minicuci, come è arrivato, se ne va da “forestiero”, come ha voluto dire ancora una volta. Ma con una conoscenza della macchina tecnico-amministrativa che, negli anni, pochi hanno potuto mettere in discussione.
A ulteriore conferma delle competenze acquisita nel corso di una carriera lunga ormai mezzo secolo, Minicuci proseguirà il suo lavoro presso la Regione Liguria, dove nei mesi scorsi è stato nominato “Responsabile dell’attuazione del programma di governo”, figura inserita negli uffici di diretta collaborazione del presidente della Giunta e posta alle dirette dipendenze del governatore, e amico fidato, Marco Bucci.
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