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Reggio, nell’ordinanza del Gip le minacce a Klaus Davi: ‘Dobbiamo vedere dove abita…’

Davi già dal 2023 aveva scoperto la ‘centrale’ e aveva realizzato diverse incursioni riuscendo anche a riprendere in video i momenti dello smercio di cocaina ai clienti

klaus davi

Il giornalista Klaus Davi nel mirino dell’organizzazione che gestiva il ‘supermercato della droga’ nel rione Marconi a Reggio Calabria.

Il dato emerge dall’ordinanza del gip Giuseppina Laura Candito nell’ambito della maxi operazione che la scorsa settimana ha portato all’emissione di 31 misure cautelari e che ha smantellato una piazza di spaccio in grado di rifornire 300 clienti al giorno.

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Nell’ordinanza di oltre 2600 pagine vengono riportati interi passaggi in riferimento a Davi che già dal 2023 aveva scoperto la ‘centrale’ e aveva realizzato diverse incursioni riuscendo anche a riprendere in video i momenti dello smercio di cocaina ai clienti.

“C’è quel pezzo di m… che se non ci vede il cancello chiuso, se non vede una catena là che è chiuso, non ce lo togliamo dal mezzo dei piedi ed è…galera sicura” si legge fra le intercettazioni. E ancora: “…ti giuro sopra i miei figli, non sta mollando! Oh non sta mollando…! Ci dobbiamo informare dove… vedere dove abita questo qua e lo prendiamo per consumarlo…”.

Uno degli indagati poi “criticava aspramente il calo delle vendite subito a causa dell’attenzione della stampa – si legge nell’ordinanza – ‘vedi che prima che arrivava questo ‘figlio di b… (ndr Klaus Davi) facevamo settecento euro а turno. (…) prima che arrivava sto cornuto di m…”. “Se capitava che c’eravamo noi lo rovinavamo” dice un altro membro dell’organizzazione.

Negli atti viene riportato anche un episodio, quando Davi venne seguito per le strade di Reggio Calabria, la sera del 19 settembre 2023. “La vicenda dell’interessamento di Klaus Davi alle attività illecite legate agli stupefacenti nell’ambito del rione Marconi si arricchiva di un secondo capitolo quando Davi in persona si recava davanti al cancello rosso del condominio di via Sbarre Superiori n. 8 sostandovi per diversi minuti con il chiaro intento di replicare il servizio giornalistico già effettuato in precedenza; in questa circostanza, però, Davi veniva riconosciuto dagli indagati e si affrettava infatti a rientrare nella propria autovettura per evitare di essere aggredito.

Il giornalista riusciva infine a darsi alla fuga a bordo della propria autovettura mentre era rincorso dagli odierni indagati e la macchina veniva attinta da una pietra lanciata da uno degli inseguitori” scrive il gip.

adnkronos

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