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Intitolata una scuola al calabrese Silvio Mirarchi, ucciso in servizio a Marsala dieci anni fa

Il SIM Carabinieri ricorda il Maresciallo Capo dell’Arma: “Eroe quotidiano”

Targa

Un Istituto scolastico di Marsala, in provincia di Trapani, è stato intitolato al Maresciallo Capo dell’Arma dei Carabinieri Silvio Mirarchi, insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile alla Memoria.

Originario di Catanzaro ma profondamente legato alla Sicilia, il militare fu ucciso dieci anni fa. La comunità non ha dimenticato il suo sacrificio.

La cerimonia di intitolazione a Marsala

Nella giornata di lunedì 1 giugno, il SIM Carabinieri ha partecipato, con profonda e intima commozione, alla solenne cerimonia di intitolazione: un evento carico di significato, tenutosi in occasione dell’esatto decennale di quel tragico giorno in cui il valoroso Sottufficiale perse la vita a seguito di un vile agguato nelle campagne del Trapanese.

Il cuore pulsante della giornata è stato rappresentato dalla fulgida e imponente figura del Maresciallo che, in qualità di Vicecomandante della Stazione Carabinieri del distaccamento di Ciavolo, incarnava l’autentico volto dello Stato: rassicurante per gli onesti, inflessibile baluardo contro la criminalità.

Il ricordo del SIM Carabinieri

“Quella tragica notte tra il 31 maggio e il 1° giugno di dieci anni fa – ricorda la Segreteria Provinciale di Trapani del SIM Carabinieri – mentre era impegnato in un delicato e rischiosissimo servizio di perlustrazione in area rurale per contrastare il narcotraffico, non esitò a spingersi fino all’estremo sacrificio: sotto il fuoco incrociato di mani criminali che presidiavano una vasta piantagione illecita in contrada Ventrischi, Silvio è caduto”.

“Ma, come recita la solenne motivazione della sua Medaglia d’Oro – aggiunge la sigla – lo ha fatto con eccezionale coraggio, ferma determinazione e cosciente sprezzo del pericolo”.

Il valore della memoria per le nuove generazioni

Come sottolinea il SIM Carabinieri, “la figura del Maresciallo Silvio Mirarchi emerge oggi in tutta la sua statura morale, stagliandosi in maniera dominante nella memoria collettiva: non è stato solo un eccellente investigatore, ma un padre di famiglia devoto e un punto di riferimento per l’intera comunità e l’intitolazione di una scuola al suo nome è un traguardo di altissimo valore civico, perché fa sì che il suo sacrificio diventi un faro per le nuove generazioni”.

I ragazzi di Marsala studieranno e cresceranno sotto lo sguardo e l’esempio di un uomo che ha donato tutto sé stesso per garantire loro un futuro libero dalle mafie e dall’illegalità.

Le istituzioni presenti alla cerimonia

La straordinaria partecipazione alla giornata di profondo raccoglimento dimostra quanto l’eredità di Silvio Mirarchi sia radicata e sentita ai massimi livelli istituzionali.

La presenza dei vertici del territorio testimonia l’unione compatta dello Stato di fronte al sacrificio dei suoi servitori.

In particolare, la sindaca di Marsala Andreana Patti ha espresso l’abbraccio caloroso e la gratitudine imperitura di tutta la cittadinanza, evidenziando come la memoria del Maresciallo sia un patrimonio vivo per la comunità locale.

Accanto a lei, il Prefetto di Trapani Daniela Lupo ha voluto rimarcare il valore della legalità e del presidio del territorio, mentre il Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo Monsignor Angelo Giurdanella ha offerto una profonda riflessione spirituale, benedicendo la targa e l’Istituto scolastico nel segno della speranza e del riscatto morale.

Insieme a loro, erano schierate tutte le massime autorità civili e militari presenti in un unico, ideale picchetto d’onore attorno alla famiglia Mirarchi e all’Arma dei Carabinieri, a dimostrazione che il dolore per la perdita, ma anche l’orgoglio per il valore dimostrato, sono sentimenti universalmente condivisi dalle istituzioni repubblicane.

Il pensiero per il militare sopravvissuto

Nello scenario di doveroso e imperituro ricordo per il Comandante caduto, il SIM Carabinieri ha voluto dedicare un pensiero discreto ma profondamente sincero anche a chi quella notte era al suo fianco: l’Appuntato A. M. C., sopravvissuto al violento conflitto a fuoco.

“Nel celebrare la statura del Maresciallo Silvio Mirarchi – ha dichiarato la Segreteria provinciale – rivolgiamo il nostro affetto a questo militare, le cui iniziali racchiudono oggi la sofferenza silenziosa e la dignità di chi ha guardato in faccia la morte compiendo il proprio dovere, portando con sé le cicatrici indelebili di quella notte; stringendosi con deferenza attorno alla vedova, ai figli del Maresciallo e a tutti i militari dell’Arma presenti, il SIM Carabinieri riafferma il proprio giuramento: noi tuteliamo i vivi, ma ne custodiamo fieramente la memoria ed essere presenti, insieme alla Sindaca, al Prefetto, al Vescovo e a tutte le autorità, significa ribadire che la grande famiglia dei Carabinieri non dimentica i propri figli e non lascia indietro nessuno”.

“Il Maresciallo Capo Silvio Mirarchi – ha concluso – continua a vivere nei nostri passi, nelle nostre pattuglie e nell’impegno che ogni militare profonde, giorno e notte, per le strade del nostro Paese”.

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