Scuola di Astronomia a Riace, Caracciolo: ‘Parità di genere nelle materie STEM’
"Secondo l'Anagrafe Nazionale degli Studenti, le donne rappresentano circa il 39% degli immatricolati nei corsi STEM in Italia" le riflessioni della consigliera di Parità della Città metropolitana
22 Luglio 2026 - 18:51 | Comunicato Stampa

Si è aperta a Riace la XXXI Scuola Estiva di Astronomia e Astrofisica, promossa da Ministero dell’Istruzione e del Merito, Società Astronomica Italiana, INAF e Città Metropolitana di Reggio Calabria. Un numero, prima di ogni retorica, dice più di ogni discorso inaugurale: 64 richieste per 24 posti in presenza, 78 iscritti a distanza con posti esauriti. Non è l’affluenza rituale di un evento simbolico: è la domanda reale di un territorio — e di un intero sistema scuola — che chiede formazione seria nelle materie STEM.
Parità di genere e formazione nelle materie STEM
Dal punto di vista della parità di genere, questo dato merita un’attenzione specifica. Le materie scientifiche restano l’ambito in cui il divario di genere si manifesta più precocemente e più silenziosamente: non per mancanza di talento, ma per la persistenza di modelli, aspettative e narrazioni che orientano le ragazze altrove già dalla scuola media. Un evento come questo — che porta l’astrofisica, la ricerca, il metodo scientifico dentro le aule attraverso la formazione dei docenti — è uno degli strumenti più concreti per intervenire su quel divario, perché agisce a monte: forma chi forma.
La presenza della professoressa Patrizia Caraveo, Presidente della Società Astronomica Italiana, alla guida della conferenza inaugurale non è un dettaglio protocollare. È un segnale pubblico di rappresentanza che vale quanto molte policy: le ragazze che si affacciano a queste discipline hanno bisogno di vedere donne che le guidano, non solo che le studiano.
I dati sul divario di genere
I numeri, del resto, dicono che non si tratta di un tema astratto. Secondo l’Anagrafe Nazionale degli Studenti, le donne rappresentano circa il 39% degli immatricolati nei corsi STEM in Italia; tra i 25 e i 34 anni, le laureate in materie scientifico-tecnologiche restano circa la metà dei laureati uomini (16,5% contro 38,1%, dati Istat). Non è un problema di merito: le indagini Deloitte mostrano che la maggior parte delle ragazze che rinunciano a un percorso STEM lo fa perché scoraggiata dal proprio contesto — famiglia, scuola, immaginario collettivo — prima ancora di provarci. È esattamente qui che un evento come la Scuola di Riace incide: formando i docenti che, ogni giorno, possono confermare o smontare quello stereotipo in aula.
Il mio impegno come Consigliera di Parità non si esaurisce nella cornice del lavoro e della contrattazione: riguarda anche l’orientamento, la formazione, le scelte che si compiono — o non si compiono — nell’adolescenza, quando si decide, spesso inconsapevolmente, chi potrà permettersi di sognare una carriera scientifica. Iniziative come la Scuola di Riace, arrivata alla trentunesima edizione, dimostrano che quando il territorio investe con continuità nella qualità della formazione, i risultati — in termini di partecipazione e di credibilità istituzionale — arrivano.
Il messaggio alle ragazze calabresi
Il merito va a chi da anni tiene in piedi questo percorso, dalla direzione scientifica alla rete dei partner nazionali. Il compito di chi, come me, si occupa di pari opportunità è far sì che ogni ragazza calabrese sappia che quella cattedra, quel telescopio, quella ricerca sono anche — e soprattutto — suoi.
Consigliera di Parità
Città Metropolitana di Reggio Calabria
Dott.ssa Simona Caracciolo
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