Brancaleone, visita dell’Università di Dresda per studiare i Piani di Campolico – FOTO
"Il territorio diventa sempre più attrattivo anche sul piano universitario internazionale" così Verduci
03 Giugno 2026 - 17:47 | Comunicato Stampa

Lo scorso maggio un gruppo di studenti dell’Università di Dresda con i loro docenti: Arne Cierjacks (Università di Scienze Applicate), e Christoph Hein (DIPL-ING. (FH), Architetto e paesaggista freelance) anno effettuato ricerche, studi e campionamenti nell’area di Brancaleone, in località Piani di Campolico, considerato il polmone verde della cittadina costiera, che condivide i confini amministrativi con il vicino territorio di Staiti.

La particolarità di questo territorio, promosso già da riviste nazionali come Corriere della Sera, grazie a Carmine Verduci (Fondatore di Kalabria Experience, nonché Presidente della locale Pro Loco di Brancaleone) che da anni organizza escursioni in questo contesto.
L’indagine scientifica ai Piani di Campolico proposta dal Dottor Francesco Manti (Entomologo esperto GIS) ed il supporto della Dott.ssa Elvira Castiglione (Entomologa) che hanno voluto fortemente che questa attività si svolgesse sul territorio, che non è certo passata inosservata dal gruppo di ricercatori, ammaliati dalla biodiversità mediterranea ricca e variegata in un contesto che, come dichiarano, andrebbe tutelato e valorizzato al meglio.

Gli studenti tedeschi visitano il Centro Tartarughe Marine e l’area di Cardúsi
La giornata è iniziata con la visita del Centro di Recupero delle Tartarughe marine a Brancaleone Marine, gestito dall’associazione Blue Concervacy Onlus (Presidente Filippo Armonio) che ha illustrato agli studenti il lavoro che da molti anni svolgono con dedizione e passione, e poi è proseguita verso loc. Cardúsi, alle spalle del vecchio paese, dove il gruppo ha preso parte ad un uscita didattica nell’ambito del Corso Guide Ambientali Escursionistiche con oltre 15 corsisti che attualmente si stanno formando.
La giornata ha visto anche la visita aziendale di Tonino Sidari, giovane allevatore che produce un ottimo formaggio caprino, molto apprezzato nella zona.

Il focus sulla ricerca si è concentrato sul tema dell’applicazione pratica delle strategie di infrastrutture verdi e adattamento climatico che ha coinvolto anche i territori di Reggio Calabria (Podargoni, Amendolea e Saline Joniche), grazie ad una programmazione più ampia che ha riguardato l’Università Mediterranea di Reggio Calabria con il dip. dAeD (Consuelo Nava) (laboratorio di entomologia ed ecologia applicata (LEEA) guidata dal prof. Peter Bonsignore (Coordinatore scientifico e delegato per l’Istruzione e l’attuazione dell’Agenda 2038 delle Nazioni Unite) con Hochschule für Technik und Wirtschaft di Dresden, che nei giorni scorsi ha organizzato il workshop con il tema: ARCHITETTURA DESIGN (Infrastrutture verdi, biodiversità e adattamento climatico: una prospettiva comparativa tra paesaggi temperati e mediterranei) – Direttrice del dip: Prof.ssa Consuelo Nava (Dipartimento Architettura e Design (dAeD).
L’intervento di Carmine Verduci
“Un bella soddisfazione – ha commentato Carmine Verduci – avere avuto l’attenzione da parte dell’Università di Dresda a Brancaleone e in particolar modo sulla zona di Campolico, a me molto cara, rappresenta un punto di forza per il territorio, che diventa sempre più attrattivo anche sul piano Universitario Internazionale, e di questo ringrazio il Dott. Francesco Manti e la Dott.ssa Elvira Castiglione che hanno scelto proprio il territorio di Brancaleone come campo di studio, che ha raccolto molti feedback positivi da parte dei docenti e studenti del corso. Una meraviglia incastonata nella cosiddetta Valle degli Armeni che oggi viene vista anche come area a forte interesse culturale ed archeologico per le sue peculiarità, che saranno suscitando molto interesse. Considero questa occasione come opportunità di crescita e sviluppo del turismo “anche” scientifico. Che punta a sviluppare il territorio e tutto l’indotto turistico che ne deriva, dall’ospitalità alle piccole attività aziendali che fanno di questo lembo di Calabria, un vero patrimonio paesaggistico e antropologico da conoscer, scoprire e anche gustare“.
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