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Reggio, inaugurato il monumento al Carabiniere. Sciuto: ‘L’Arma dalla parte dei più fragili’- FOTO

A Reggio è stato inaugurato, ieri pomeriggio, il nuovo monumento al Carabiniere, nella piazza del waterfront intitolata ai Caduti italiani in missione di pace

monumento carabiniere reggio calabria ()

Un momento dal forte valore simbolico per la città dello Stretto. L’opera nasce dalla collaborazione tra istituzioni, Arma dei Carabinieri e Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, in una settimana particolarmente significativa per l’Arma, che culminerà con la Festa Nazionale dei Carabinieri, ospitata per la prima volta a Reggio Calabria.

Il monumento al Carabiniere sul waterfront di Reggio Calabria

monumento carabiniere reggio calabria ()

Durante la cerimonia è stato ricordato il lungo percorso istituzionale che ha portato alla realizzazione dell’opera. Il monumento è stato voluto dalla rappresentanza dei Carabinieri, realizzato con il contributo dell’Accademia di Belle Arti e sostenuto dal Comune di Reggio Calabria e dalla Città Metropolitana.

Un iter articolato, passato anche dal lavoro delle commissioni consiliari e dal voto unanime del Consiglio comunale. Un percorso definito lungo, ma necessario, per arrivare a un risultato che oggi consegna alla città un nuovo spazio della memoria.

La piazza del waterfront è stata intitolata ai Caduti italiani in missione di pace. Un richiamo diretto al sacrificio dei servitori dello Stato e, in particolare, alla memoria di Nassiriya, tragedia che ha segnato profondamente l’Italia.

Il generale Sciuto: “L’Arma esiste perché esiste il cittadino”

Nel suo intervento, il generale Sciuto ha sottolineato il valore del monumento e il legame tra l’Arma e la comunità.

“Nel nuovo monumento c’è la missione dell’Arma: stare dalla parte dei più fragili”.

Sciuto ha poi richiamato il senso più profondo del servizio dei Carabinieri:

“Io ricordo ai miei Carabinieri ogni volta che l’Arma esiste perché esiste il cittadino. Il mondo non è arma-centrico. Noi ci siamo perché ci sono i cittadini e il nostro dovere è tutelarli e proteggerli”.

Parole che hanno riportato l’attenzione sulla funzione quotidiana delle stazioni dei Carabinieri, non solo come presidi di sicurezza, ma come punti di riferimento per le comunità.

“La stazione Carabinieri non è un ufficio denunce, è un luogo di rassicurazione sociale, dove può andare chiunque con qualunque tipo di problematica”.

Il ricordo di Nassiriya e dei Caduti in missione di pace

monumento carabiniere reggio calabria ()

Nel corso della cerimonia è stato ricordato anche il peso emotivo e civile della strage di Nassiriya.

Un evento che, come è stato evidenziato, ha attraversato il Paese e continua a conservare un forte potere evocativo. La memoria dei Caduti italiani in missione di pace resta viva non solo nelle istituzioni, ma anche nelle comunità.

Il monumento diventa così un segno concreto di riconoscenza. Un’opera che guarda al sacrificio, al senso del dovere e alla presenza dell’Arma accanto ai cittadini.

L’opera realizzata dall’Accademia di Belle Arti

Il monumento è stato realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, unica in Italia, secondo quanto ricordato durante la cerimonia, ad avere una fonderia attiva.

L’autore dell’opera è Luigi Citarrella, con la collaborazione di Pietro Colloca, docente di Tecniche di fonderia, e degli studenti dell’Accademia.

L’opera è stata progettata e realizzata all’interno dei laboratori accademici. Prima la modellazione in argilla, poi la creazione dell’armatura interna, gli stampi in gesso e gomma siliconica, il passaggio alla cera e infine la fusione in bronzo.

Un lavoro collettivo, nato dentro la città e pensato per la città.

Il carabiniere come angelo della storia

L’idea alla base dell’opera è quella di rappresentare il Carabiniere come un “angelo della storia”. Una figura che non sta sopra la comunità, ma accanto ad essa.

I palazzi raffigurati nel monumento richiamano lo skyline di Reggio Calabria. Il Carabiniere vigila, ma resta tra la gente. Non domina la scena, la accompagna.

Particolare significato assume anche il vuoto tra le due mani, tra la figura del Carabiniere e quella del bambino. Un vuoto che richiama il futuro.

“Quel vuoto riguarda il futuro. È un vuoto che dobbiamo riempire noi, con la comunità di Reggio”.

Il monumento consegna così alla città un messaggio chiaro: memoria, servizio e responsabilità collettiva. Un segno nuovo sul waterfront, nel nome dei Caduti e del rapporto profondo tra Reggio Calabria e l’Arma dei Carabinieri.

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