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Sanità in Calabria, CGIL: ‘Solo propaganda, i cittadini aspettano risposte’

All'appello mancherebbero circa 2.000 medici e 2.500 infermieri, Schipano: "Viviamo una realtà totalmente diversa da quella descritta dalla stampa e sui social"

cgil sanità calabria

Lunghe attese per accedere alle visite specialistiche, livelli essenziali di assistenza non garantiti, elevata mobilità sanitaria e carenza di personale medico e infermieristico.

Sono queste alcune delle criticità elencate dalla Cgil nel corso di una conferenza stampa convocata per indicare le carenze che ancora esistono nel comparto sanitario regionale. Una “operazione verità”, è stata definita, “contro la propaganda propalata dal governo regionale“.

A mettere in fila quelle che per il sindacato sono le lacune esistenti, è stato il segretario generale della Fp Cgil Calabria, Bruno Schipano che ha evidenziato l’elevato costo della mobilità sanitaria (326 milioni nel 2025), quindi la carenza di personale: all’appello mancherebbero in Calabria circa 2.000 medici e 2.500 infermieri. Per la Cgil inoltre al traguardo del Pnrr risulterebbero attive poche strutture: “Su 62 case di comunità, meno del 5% è completo. Anche quelle completate sono vuote per la carenza di personale“.

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“Viviamo una realtà totalmente diversa da quella descritta dalla stampa e sui social – ha detto Schipano -. Chiediamo che finisca effettivamente il commissariamento ma soprattutto il piano di rientro. Chiediamo poi un piano di assunzioni e, in tal senso, stiamo promuovendo proposte di legge di iniziativa popolare affinché la sanità venga maggiormente finanziata per rispondere alle esigenze dei cittadini”.

Le parole del segretario generale della Cgil Calabria Gianfranco Trotta

“Non ci sono più alibi o scuse” ha aggiunto il segretario generale della Cgil Calabria Gianfranco Trotta, in riferimento alla conclusione del Pnrr, misure salute. “Stiamo ancora aspettando le strutture. Inoltre – ha proseguito – da quando è finito il commissariamento si insiste molto sugli ospedali futuri, si è detto un miliardo da Inail, ma si tratta di investimenti che si realizzeranno tra 10, 15 anni. Ma i cittadini hanno bisogno di risposte sanitarie adesso”. Trotta ha poi aggiunto che “l’uscita dal commissariamento è stata festeggiata con fuochi d’artificio ma i problemi non sono stati risolti, anzi è venuto in evidenza come il piano di rientro vincoli la spesa pertanto è necessario uscire dal piano di rientro”.

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L’intervento di Carmelo Gullì, segretario generale Spi Cgil Calabria

“La situazione degli anziani – ha evidenziato Carmelo Gullì, segretario generale Spi Cgil Calabria – è drammatica. Viviamo in una regione in cui chi è più fragile non può permettersi il lusso di farsi curare fuori regione e non può nemmeno permettersi di rivolgersi al privato. Oggi questa fascia di popolazione vede allontanarsi i medici di medicina generale, sempre di meno, e nelle aree interne scomparire le guardie mediche e tutti quei presidi che rappresentavano una certezza o un punto di riferimento per la presa in carico dei bisogni assistenziali”.

Alla conferenza stampa ha partecipato anche il segretario della Fp Cgil Medici Calabria Ivan Potente.

Fonte ansa.it

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