Cosoleto, commemorazione del Carabiniere Zito. Il sindaco: ‘Eroe e martire calabrese’
"Poco più che ventenne, impegnato in una missione di cattura di un pregiudicato, ha perso la vita a causa di un colpo di arma da fuoco". Il ricordo della comunità
24 Giugno 2026 - 14:47 | Comunicato stampa

Porgo anzitutto il saluto dell’Amministrazione e di tutta la cittadinanza di Cosoleto alle autorità civili e militari, che oggi rappresentano lo Stato in questo paese: Il Colonnello Carmine Mungiello Comandante il Gruupo Carabinieri Gioia Tauro, il Maggiore Luca Ghiselli Comandante la Compagnia Carabinieri di Palmi, Il Maresciallo Cammisuli Comandante la Stazione Carabinieri Cosoleto; Il Commissario Capo Dr. Diego Francesco Plutino, Dirigente del Commissariato di Palmi, il Capitano Nicola Iorio Comandante la compagnia della Guardia di Finanza di Palmi.
Il nostro deferente ossequio anche alle autorità religiose qui presenti Mons. Nicola Giuseppe Varrà Vicario Diocesano della Diocesi Oppido Palmi e Don Giuseppe Mangano nostro Parroco sempre pronto ad assecondare tutte le iniziative Stato Chiesa nel nostro Comune.
Siamo riconoscenti per la sua autorevole presenza, all’Onorevole Domenico Giannetta capo gruppo di Forza Italia Al Consiglio Regionale, sempre presente e vicino a Cosoleto come uomo politico e come Medico.
Un saluto grato ai colleghi Sindaci: Simona Scarcella Sindaco di Gioia Tauro e Presidente dell’Anci Calabria, Mimmo Romeo Sindaco di Taurianova, Giuseppe Morizzi Sindaco di Oppido Mamertina, Giuseppe Zampogna Sindaco di Scido, Domenico Licastro Sindaco di Delianuova, Antonio Carone Vice Sindaco di San Procopio, Pietro Violi Sindaco di S. Eufemia d’Aspr. Francesca Alessio Salvatore Papalia Vice Sindaco di Santa Cristina d’Aspromonte Con i quali da tempo abbiamo intrapreso un cammino di collaborazione reciproca.
Ci ritroviamo qui infatti non per una sterile commemorazione più o meno ufficiale di uno dei tanti caduti per il dovere e nemmeno per un’accademica, quanto forse inutile, revisione di una pagina di microstoria locale, ma per qualcosa di più. Ricordare un ragazzo che mi piace definire così: MARTIRE EROE FIGLIO DI QUESTA CALABRIA.
La storia di Pasquale Zito e il contesto storico
Scarne, ma eloquenti sono le notizie sulla vicenda umana di Pasquale Zito: nasce a Crotone il 29 dicembre 1900, in una Calabria molto lontana dal clima dell’Italia Umbertina, costretta a fare i conti non solo con la precarietà di un’epoca in cui il senso dello Stato ancora non era diventato per tutti gli Italiani elemento legante e socializzante, ma addirittura veniva fortemente condizionato dai problemi gravi e antichi nei quali il Meridione continuava a dibattersi. Disgregazione civile, fame, analfabetismo, mancanza di vie di collegamento. In tale contesto la scelta di vita dello Zito, quella di diventare carabiniere, era già una eroica e controcorrente Missione.
Lo ritroviamo, poco più che ventenne impegnato insieme al Vicebrigadiere Spanò ed al carabiniere Chiusano, in una missione di cattura di un pregiudicato di un paese vicino. È tarda sera quando i tre militari, in abiti civili, danno inizio alla loro missione.
Il verbale redatto all’epoca dei fatti dalla Stazione Carabinieri di Cosoleto, che gentilmente mi è stato concesso in visione dall’Arma nel 2004, ci presenta i tre commilitoni intenti a percorrere lo stradale per Sitizano, quando si imbattono in un pregiudicato, al quale viene intimano di fermarsi per il riconoscimento di rito. Il latitante tenta di scappare e lo Zito riceve l’ordine perentorio di inseguirlo. Nel lampo di una detonazione si conclude la sua tragica vicenda: lo Zito viene raggiunto da un colpo di arma da fuoco esploso fulmineamente dal fuggitivo, suo coetaneo, e cade, ai bordi dello stradale in contrada “Volpi”.
Si conclude quasi in modo anonimo e convenzionale, con la fretta convulsa che segue gli eventi, la vicenda umana di un ragazzo calabrese, ucciso da un altro ragazzo calabrese. Due esistenze divise da una trincea di sangue che supera ogni sentimento, ma che accomuna la storia tanto diversa quanto ugualmente drammatica dei due ragazzi.
Il valore della memoria e il ringraziamento alle forze dell’ordine
Una lape semplicissima ha additato e addita ancora al passante distratto il teatro di questo evento, destinato ad essere rimosso dalla memoria, quasi ad esorcizzare un fatto che portava dolore, imbarazzo, stupore: era il momento della condanna e del silenzio, non c’era posto né per l’ammirazione né per il martirio né per l’eroismo né tantomeno per la commozione!
Non abbiamo trovato notizie sulla famiglia di origine di Pasquale Zito: essa, che all’epoca dei fatti, ha subito una tragedia immane, è stata qui oggi ricordata in questo luogo Santo, Grazie al nostro amato Parroco Don Giuseppe, e a l’Arma dei Carabinieri stretta ancora una volta non solo a ricordare un episodio della propria storia più che secolare, ma a testimoniare la portata di una missione sociale, prima ancora che militare, che è stata ed è ancora missione di pace, missione formativa, missione di educazione alla convivenza civile.
Una missione dura e forse ancora oggi spesso misconosciuta, ma certamente irrinunciabile, che continua a esprimersi in silenzio pur nelle mutate condizioni storiche e civili, e che oggi presentiamo a tutti, specialmente alle giovani generazioni, come modello di coerenza, come elemento di civiltà e giustizia. A noi tutti il compito di continuare a tutelare queste memorie, e non solo con una nuova lapide, ma col cuore e con la mente.
Grazie, Pasquale Zito! Grazie Crotone! Arma dei Carabinieri grazie Forze dell’ordine tutte!
VIVA COSOLETO
VIVA L’ITALIA
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