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GOM di Reggio, un lettore denuncia: ‘Persi fede nuziale ed effetti personali del nostro defunto’

Dopo la morte al GOM, vestiti, oggetti e fede nuziale risultano introvabili. Ora i familiari annunciano denuncia e accesso ai registri

Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria

Entra al pronto soccorso vivo, con la fede nuziale al dito. Esce morto, nudo, e senza più nulla.

È quanto accaduto al GOM nel weekend. Venerdì 24, ore 11: un uomo viene ricoverato e trattenuto in osservazione. Sabato 25, alle 5:45 del mattino, muore nel reparto di osservazione del PS.

Fino a qui la tragedia. Quello che è successo dopo è un altro scandalo.

Effetti personali “svaniti”

Appena informati del decesso, i familiari chiedono la restituzione degli effetti personali: vestiti, oggetti, e la fede nuziale che il paziente aveva al momento dell’ingresso.
Risposta del personale: “Non li troviamo”.

E da lì parte lo scaricabarile istituzionale. Il pronto soccorso indica l’obitorio. L’obitorio rimanda al PS. Nel mezzo, il vuoto. E una famiglia a cui è stato negato anche il diritto di un ultimo saluto con gli oggetti del proprio caro.

Protocolli calpestati

Le regole sono chiarissime e vengono disattese ogni giorno. All’ingresso in PS gli effetti personali vanno inventariati e sigillati. In caso di decesso, la salma deve arrivare in obitorio nuda. Gli effetti vanno custoditi a chiave e riconsegnati ai familiari con verbale.

Al GOM evidentemente queste procedure sono carta straccia. Nessuno ha firmato nulla. Nessuno sa dove sia finito un sacchetto che doveva essere tracciato minuto per minuto.

“Ci hanno trattati come se chiedessimo troppo – denunciano i parenti. Stiamo parlando della fede di una vita. Non di un portafogli qualsiasi. E loro hanno perso tutto“.

Silenzio dalla Direzione

Al momento dalla Direzione Sanitaria del GOM non arriva nessuna spiegazione. Nessun responsabile si è fatto avanti.

I familiari annunciano denuncia ai Carabinieri e reclamo formale all’URP. Chiederanno anche l’accesso ai registri di carico e scarico della camera mortuaria e del pronto soccorso delle ore del decesso.

Perché una cosa è certa: qualcosa è andato perso. E qualcuno dovrà rispondere.

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