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Furto delle opere di Antonello da Messina, il Cnr: ‘Hanno un’impronta scientifica’

Trasferiti ad altri siti dei Beni cuturali i quattro custodi che erano di turno nel museo quando è avvenuto il furto

Furto al museo, rubate opere di Antonello da Messina

Le opere di Antonello da Messina, Polittico di San Gregorio (c) e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà. Clamoroso furto d'arte nella serata del 15 agosto al MuMe, Museo Regionale Interdisciplinare di Messina. Ladri sono riusciti a introdursi all'interno delle sale espositive eludendo i sistemi di allarme e le protezioni di sicurezza, riuscendo a sottrarre dei capolavori attribuiti al maestro Antonello da Messina. ANSA/Museo Mume Messina USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE – FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++


Le opere di Antonello da Messina rubate nei giorni scorsi hanno una sorta di impronta scientifica che consentirebbe di riconoscerne l’autenticità nel caso venissero ritrovate.

Lo fa sapere il Cnr.

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La campagna diagnostica sulle opere di Antonello da Messina

Nel 2018 – informa in una nota – le due opere trafugate al Museo Regionale di Messina sono state oggetto di una campagna di documentazione diagnostica completa curata dall’Istituto per i processi chimico fisici del Consiglio nazionale delle ricerche di Messina (Cnr-Ipcf) e dal Dipartimento Stebicef dell’Università degli Studi di Palermo.

La campagna ha interessato entrambe le opere, unitamente a molte altre, attraverso l’impiego coordinato di metodologie non invasive e non distruttive, volto ad approfondirne le caratteristiche materiali e lo stato di conservazione: tra queste, la radiografia digitale diretta, l’uso della luce infrarossa per analizzare i vari strati superficiali, tecniche di fluorescenza UV e X, la spettroscopia Raman e tecniche di imaging diagnostico.

Una “impronta diagnostica” per riconoscere le opere

Col risultato di fornire una documentazione scientifica identificativa delle opere. La combinazione di tali tecniche – si sottolinea – può fornire una sorta di impronta diagnostica delle tavole, di particolare interesse nel caso di un ritrovamento delle opere, in quanto consentirebbe di verificarle alla luce del set di dati acquisito.

Trasferiti i quattro custodi in servizio la sera del furto

Sono stati trasferiti ad altri siti dei Beni cuturali i quattro custodi che erano di turno nel museo Accascina a Messina quando è avvenuto il furto delle opere di Antonello Da Messina, la sera del 15 agosto.

I quattro, due impiegate regionali e due Asu, per ora sono in ferie ma non rientreranno a lavoro nel museo.

Previsto un procedimento disciplinare

Nei loro confronti sarà aperto un procedimento disciplinare, che può portare al licenziamento, non appena il dipartimento per i Beni culturali della Regione siciliana riceverà la relazione della direttrice del museo, Marisa Mercurio.

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