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Feste Mariane, Quartuccio: ‘Non contesto gli artisti, ma i costi. Cultura e spettacolo sono sempre investimenti’

Il consigliere di Casa Riformista a Live Break: "La Madonna è prima di tutto il momento in cui Reggio si sente comunità". Poi il confronto con il Reggio Live Fest e gli eventi della precedente amministrazione

Eventi rc quartuccio

A Reggio Calabria la Festa della Madonna della Consolazione non è mai soltanto una questione di concerti, artisti e bilanci. È l’appuntamento che ogni anno riporta la città a riconoscersi come comunità, tra fede, tradizione e momenti di aggregazione popolare.

Proprio per questo, la programmazione degli eventi civili diventa inevitabilmente anche un tema politico. Le scelte dell’amministrazione Cannizzaro, il budget stanziato e il confronto con le iniziative degli anni precedenti hanno, inevitabilmente, acceso il dibattito.

A Live Break, il consigliere di opposizione Filippo Quartuccio ha scelto una linea precisa: nessuna bocciatura preventiva degli eventi e nessuna critica alla scelta degli artisti, ma un’attenzione particolare alle risorse impiegate e al rapporto tra investimento e ricaduta sulla città.

“La Madonna è il momento in cui Reggio si sente comunità”

“La festa di Reggio, la festa della Madonna della Consolazione, è un evento straordinario per la nostra città perché forse è l’unico evento che ci dà la dimensione di quanto i cittadini vogliano sentirsi comunità”.

Per Quartuccio questo elemento deve restare al centro.

“Bisogna evidenziare l’aspetto religioso della festa di Reggio, che è quello maggiormente interessante”.

Accanto a questo, naturalmente, c’è la programmazione civile affidata alle istituzioni.

Poi c’è l’aspetto ludico, l’aspetto civile, di cui si occupano le due amministrazioni: Comune e Città Metropolitana”.

“Non posso sindacare la scelta degli artisti”

Un campo che Quartuccio conosce abbastanza bene essendo stato fino a dicembre 2025 il delegato alla cultura ed agli eventi della Città Metropolitana di Reggio Calabria, occupandosi personalmente, insieme a tutta la macchina amministrativa ed in sinergia con le associazioni del territorio, della programmazione degli eventi. Il consigliere di opposizione evita di entrare nel merito dei nomi scelti dalla nuova amministrazione per celebrare le festività Mariane del 2026.

“Non posso permettermi di sindacare la scelta degli artisti perché è una scelta discrezionale dell’amministrazione di turno”.

Una posizione che motiva anche sulla base della propria esperienza.

“Anche noi sceglievamo gli artisti non che piacevano di più a noi, ma che potevano piacere di più a una fetta consistente della comunità, anche in relazione alle risorse economiche di cui disponevamo”.

Lo stesso vale per i cachet.

“Io non posso permettermi di dire, ad esempio, Giusy Ferreri è costata 75 mila euro e a mio giudizio è tanto o è poco”.

Per Quartuccio, infatti, una prestazione artistica non può essere valutata come un normale servizio acquistato sul mercato.

“Le prestazioni artistiche sono per natura prestazioni uniche”.

“Quello che non mi torna sono i costi”

Il nodo politico arriva subito dopo.

“Quello che non mi torna sono i costi”.

Quartuccio respinge però la contrapposizione tra chi parla di “spesa” e chi parla di “investimento“.

“Che si chiamino investimenti o che si chiamino costi, anche i nostri erano investimenti. La cultura e lo spettacolo sono sempre da considerarsi investimenti e soprattutto gli artisti sono un investimento per il territorio”.

Il consigliere richiama quindi quanto realizzato dalla precedente amministrazione con il Reggio Live Fest e con gli altri eventi dell’estate reggina.

“Noi lo scorso anno abbiamo fatto un cartellone di sette serate con il Reggio Live Fest, che ha avuto un’organizzazione straordinaria”.

Quartuccio ricorda tra gli artisti protagonisti delle diverse edizioni Serena Brancale, Paolo Belli, Fedez e Fred De Palma, oltre alle altre iniziative organizzate durante agosto.

“Abbiamo riempito tutto il mese di agosto. Abbiamo fatto Sky Calcio Mercato, abbiamo fatto una serie di attività che sono state impattanti sul territorio”.

Dal Cilea Music Festival a Radici

Quartuccio contesta anche l’idea che la precedente estate reggina possa essere giudicata soltanto attraverso gli appuntamenti meno riusciti.

“Io sono stato quello che si è inventato il Cilea Music Lyric Classic Festival e quello che si è inventato Radici, il festival della musica etnofolk pop”.

Eventi che, secondo il consigliere, avevano ottenuto una forte risposta di pubblico.

“Quando ci siamo inventati la lirica in Arena non c’era spazio neanche nelle aiuole per sedersi”.

Da qui l’invito alla nuova amministrazione a non disperdere quanto di positivo costruito negli anni precedenti.

“Cercate davvero di prendere tutte le cose positive che, in termini culturali e di eventi e spettacolo, noi abbiamo fatto. Ma io rilancio: cerchiamo di farlo assieme”.

“Vedremo i risultati con i numeri”

Nonostante le critiche sui costi, Quartuccio riconosce quindi il valore della scelta di investire sugli eventi.

Sono realmente convinto che siano investimenti tanto i vostri quanto i nostri e che in qualche modo avranno una ricaduta positiva”.

Il giudizio definitivo, per il consigliere di Casa Riformista, dovrà arrivare dopo le Feste Mariane.

“Vedremo poi con i numeri, con l’affluenza”.

Una posizione che separa dunque due piani: nessuna bocciatura preventiva della nuova programmazione e degli artisti scelti, ma un confronto politico aperto sull’entità delle risorse impiegate e sui risultati che queste riusciranno a produrre per la città.

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