Altre Sezioni

logo community

Niente pubblicità.
Nessun tracciamento.

ABBONATI ACCEDI

Reggio, squalo pescato da riva e liberato: ‘Una notte indimenticabile’- VIDEO

Il racconto di Massimo Mucciola a CityNow: "Mi sono sentito nuovamente in Sud Africa"


“Una di quelle notti di pesca che non dimenticherò mai”.

Comincia così il racconto di Massimo Mucciola, protagonista insieme agli amici Robert Bogdan e Vincenzo Mafodda di un incontro particolare avvenuto nelle acque di Reggio Calabria. Una serata dedicata alla pesca sportiva si è trasformata nell’occasione per vedere da vicino uno squalo capopiatto (Hexanchus griseus), poi liberato e accompagnato nuovamente in mare.

Mucciola conosce bene il mondo della pesca sportiva. È presidente della Lega Navale Reggio Calabria Sud, vice commissario tecnico della Nazionale maggiore di Surf Casting e atleta con cinque Mondiali disputati, ai quali si aggiungono due partecipazioni nel ruolo di vice commissario tecnico.

La preparazione e il primo combattimento

L’idea nasce dalla curiosità di provare una tecnica diversa rispetto alle esperienze abituali.

“Era da un po’ di tempo che avevo visto alcuni amici fare delle pesche ‘estreme’ da terra, sempre con il sistema del catch & release, e volevo cimentarmi anch’io in questa avventura. Coinvolto dagli amici Robert e Vincenzo abbiamo preparato, in ogni particolare, tutte le attrezzature necessarie per insidiare i grandi predatori notturni che vivono nello Stretto di Messina”.

Esche di dimensioni adeguate, attrezzature robuste e terminali preparati per sostenere la forza di animali di grandi dimensioni.

“Mentre preparavamo esche e terminali per Big Fish, mi sono sentito nuovamente in Sudafrica”, racconta Mucciola a CityNow.

Dopo l’attesa arriva il primo segnale. È la sua canna a partire.

“Per circa dieci minuti sento dall’altra parte una forza impressionante. Poi, all’improvviso, tutto cede. Terminale tranciato. Pesce perso. O almeno così pensavamo”.

La seconda abboccata e lo squalo sulla battigia

Poco dopo arriva infatti una nuova mangiata. Questa volta sulla canna di Robert. Inizia un combattimento molto più lungo. Quasi un’ora, secondo il racconto dei pescatori, prima di riuscire ad avvicinare l’animale alla riva.

“Dal buio emerge sulla battigia la sagoma di un animale maestoso. Uno squalo capopiatto di circa tre metri, con un peso che possiamo stimare nell’ordine dei 150-200 chili”.

Dimensioni e peso sono dunque stime effettuate dai pescatori e non misurazioni scientifiche.

È al momento della liberazione che arriva però la sorpresa della serata.

“C’erano ancora i miei ami. Era lui. Lo stesso squalo che poco prima aveva tranciato il mio terminale era tornato a mangiare e aveva preso l’esca di Robert”.

Gli ami rimossi e il ritorno in mare

L’animale è rimasto sulla battigia soltanto il tempo necessario per rimuovere gli ami e documentare l’incontro.

“Lo abbiamo prontamente liberato da tutti gli ami, documentato per pochi istanti questo incontro eccezionale e poi accompagnato nuovamente in acqua. Vederlo ripartire nel suo mare è stata forse l’emozione più bella di tutta la notte”.

Una conclusione coerente con l’approccio scelto dai tre pescatori fin dall’inizio: catch & release, cattura e successivo rilascio.

Il capopiatto è una specie legata soprattutto alle acque profonde, capace però di risalire verso la superficie, anche nelle ore notturne. Può raggiungere dimensioni considerevoli e la sua presenza nel Mediterraneo è documentata.

Nessun “mostro” del mare, dunque, ma un incontro insolito per chi osserva lo Stretto dalla riva e una notte particolare per tre appassionati abituati alla pesca sportiva.

“Ringrazio Robert e Vincenzo per avermi coinvolto in questa fantastica esperienza”, conclude Mucciola.

Iscriviti al nostro Canale Whatsapp per restare sempre aggiornato con le ultime notizie

Segui CityNow su Google

Non hai ancora scaricato
la nuova App di CityNow?