La promessa di Reggio all’Onu: ‘La convenzione sui diritti delle persone con disabilità sarà la nostra Costituzione cittadina’
Visita della Relatrice Onu Heba Hagrass. Cannizzaro: “Reggio laboratorio di accessibilità, inclusione e diritti”. Princi: “Ancora troppe barriere, serve un cambio di passo concreto”
25 Settembre 2026 - 15:18 | di Eva Curatola

Una giornata che segna un passaggio simbolico per Reggio Calabria. Per la prima volta una Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità arriva in Italia e sceglie il territorio reggino per un momento di confronto, ascolto e impegno istituzionale.
A Palazzo Alvaro, questa mattina, doppio appuntamento con Heba Hagrass, dal novembre 2023 Relatrice speciale Onu sui diritti delle persone con disabilità, chiamata a monitorare l’applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite nei Paesi aderenti.
Un incontro che ha messo al centro una domanda fondamentale: quanto una città è realmente accessibile e capace di garantire piena partecipazione sociale a tutti i cittadini?
Reggio Calabria laboratorio di accessibilità e diritti
Nel corso della visita il sindaco di Reggio Calabria ha consegnato a Heba Hagrass una pergamena con l’impegno formale della città e dell’area metropolitana a fare della Convenzione Onu un punto di riferimento per le scelte future.
“La Città di Reggio Calabria e la sua area metropolitana esprimono profonda gratitudine per la sua presenza, che onora la nostra comunità e rafforza il nostro impegno civile e politico”, ha dichiarato il sindaco Cannizzaro.
Cannizzaro ha indicato la prospettiva di una Reggio “città di frontiera e di accoglienza nel cuore del Mediterraneo”, con l’obiettivo di diventare “laboratorio di accessibilità, inclusione e diritti”.
“A nome dell’intera cittadinanza e del Consiglio Comunale assumo solennemente l’impegno a fare della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità la nostra Costituzione cittadina, la bussola di ogni scelta politica, culturale, urbanistica e sociale”, ha aggiunto.
Un impegno che guarda alla costruzione di una città “senza barriere e per persone senza conflitti”, dove “l’accessibilità sia libertà, l’inclusione sia umanità e il diritto sia per tutti”.
Hagrass: “Importante visitare i territori, dare alle persone il giusto accesso alla società”
La Relatrice speciale delle Nazioni Unite ha sottolineato l’importanza del confronto diretto con le comunità locali.
“È un onore essere qui con tutti voi ed è molto importante fare visite. Anche se possiamo sempre fare visite negli Stati Uniti o in altri luoghi, è importante fare visite locali”, ha spiegato Hagrass.
Il messaggio della rappresentante Onu è stato chiaro: i diritti devono tradursi nella vita quotidiana, garantendo alle persone con disabilità la possibilità di partecipare pienamente alla società.
“È importante dare a tutti il giusto accesso per poter essere persone che fanno parte della società”, ha aggiunto.
Le criticità ancora da superare: mobilità, servizi, scuola e vita indipendente
Durante l’incontro sono state evidenziate anche le sfide ancora aperte. Una delle slide presentate ha messo in evidenza alcune criticità del territorio: attraversamenti privi di raccordi accessibili, fermate del trasporto pubblico difficilmente fruibili, collegamenti discontinui tra servizi pubblici, parcheggi riservati non sempre utilizzabili e carenza di segnaletica accessibile.
Tra gli obiettivi indicati per il futuro, la realizzazione di percorsi pedonali e trasporti completamente accessibili, fermate dotate di sistemi informativi sonori e visivi e una mappa digitale aggiornata dei percorsi accessibili.
Giusi Princi: “La Convenzione deve diventare una guida concreta”
Presente anche l’eurodeputata Giusi Princi, che ha richiamato la distanza ancora esistente tra principi sanciti sulla carta e realtà quotidiana.
“Ancora oggi siamo qui a parlare di accessibilità perché la Convenzione è un diritto scritto in un documento, quello che dovrebbe condizionare tutti gli Stati che l’hanno ratificata. Ma nella quotidianità tantissimo c’è ancora da fare”, ha affermato.
Princi ha citato alcuni esempi concreti:
“Lo vediamo in una strada che non ha uno scivolo e quindi non diventa percorribile per le persone disabili. Lo vediamo nei locali pubblici dove le barriere architettoniche impediscono l’accesso. Lo vediamo nei piani di vita e nei servizi socio-sanitari, con tante famiglie che rimangono sole senza riuscire ad accedere ai diritti essenziali”.
Un passaggio anche sul tema dell’inclusione scolastica:
“Abbiamo bisogno di partire dal territorio, perché la Convenzione Onu deve diventare concreta. Ringrazio il sindaco per aver voluto fare di Reggio e della sua città metropolitana un laboratorio sperimentale Onu”.
Un patto che guarda al futuro
La visita di Heba Hagrass rappresenta quindi non soltanto un momento istituzionale, ma un richiamo alla responsabilità collettiva. L’obiettivo indicato è trasformare i principi dell’Onu in azioni quotidiane: eliminare ostacoli fisici e culturali, migliorare i servizi, garantire autonomia e partecipazione.
Per Reggio Calabria, la sfida è quella di passare dalle dichiarazioni ai percorsi concreti, facendo dell’inclusione un criterio permanente nelle scelte della città.
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