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Enna-Reggina a porte chiuse, ma nessuna comunicazione ufficiale. Tutto veramente incredibile

Sabato mattina e anche la società amaranto è in attesa. L'Enna annuncia il passaggio di proprietà, ma sulla questione tifosi tutto tace

Tifosi ultras amaranto nella Curva Sud sold out del Granillo durante Reggina-Nuova Igea, sotto lo striscione

Siamo arrivati a sabato mattina, alla vigilia di Enna-Reggina, e quella che dovrebbe essere una normale partita di campionato continua a far discutere più per le vicende organizzative che per quelle strettamente calcistiche. La gara, in programma domenica 8 novembre alle ore 14.30 allo stadio Silvio Proto di Troina, si disputerà sicuramente a porte chiuse, ma a sorprendere è soprattutto il silenzio che continua ad accompagnare una decisione ormai considerata praticamente certa.

Nonostante le indiscrezioni delle ultime ore, infatti, non è ancora arrivata alcuna comunicazione ufficiale che chiarisca definitivamente la situazione. E così, a poco più di 24 ore dal fischio d’inizio, i tifosi della Reggina non hanno ricevuto alcuna indicazione formale sull’impossibilità di assistere alla partita.

L’Enna comunica il passaggio di proprietà, ma sulle porte chiuse tutto tace

Nel frattempo, la società siciliana ha comunicato attraverso i propri canali il passaggio di proprietà da Giancarlo Travagin a Filippo Garofalo, una svolta importante dopo settimane particolarmente complicate sul piano societario. Una notizia certamente significativa per il futuro del club, ma che non risolve l’altra questione, quella più immediata e che riguarda direttamente la partita di domenica. Perché Enna-Reggina si giocherà a porte chiuse? E soprattutto, perché nessuno lo ha ancora comunicato ufficialmente?

Domande più che legittime, soprattutto alla luce di quanto accaduto nei giorni precedenti. Prima la lunga attesa per conoscere lo stadio, con una serie di soluzioni ipotizzate e poi scartate. Successivamente l’individuazione del Silvio Proto di Troina, quindi le dichiarazioni del nuovo proprietario Garofalo, che aveva prospettato l’apertura dell’impianto ai sostenitori di entrambe le squadre. Infine, l’ennesimo cambio di scenario, con le porte chiuse diventate l’ipotesi praticamente definitiva.

Anche la società amaranto attende notizie ufficiali

A lasciare perplessi non è soltanto la decisione di disputare la gara senza pubblico, ma soprattutto la gestione dell’intera vicenda. Una partita di Serie D che ha richiesto giorni per individuare un campo disponibile e che, arrivati alla vigilia, non ha ancora una comunicazione ufficiale sulle modalità di accesso allo stadio. Una situazione che penalizza soprattutto i tifosi amaranto, impossibilitati a organizzare una trasferta che, in condizioni normali, avrebbe certamente richiamato una presenza significativa di sostenitori reggini. E di conseguenza anche la squadra, con la società amaranto che li vorrebbe sempre al proprio fianco.

Il paradosso è tutto qui: si conosce ormai con ragionevole certezza ciò che accadrà domenica, ma manca ancora l’ufficialità di una decisione che riguarda centinaia di tifosi. L’ennesimo episodio di un campionato che continua a mostrare limiti difficili da comprendere. Alla Reggina, intanto, non resta che concentrarsi sul campo, con l’obiettivo di conquistare tre punti importanti. Ai suoi sostenitori, invece, resta l’amarezza di una trasferta praticamente negata, senza neppure una comunicazione formale a chiarirne i motivi.

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