di Antonio Cormaci –
I Blur, il quartetto inglese che ha fatto sognare migliaia di giovani tra il 1992 ed il 1999, ritorna sulle scene musicali, inaspettatamente, improvvisamente, dopo ben dodici anni dall’ultimo loro lavoro in studio, “Think Thank”, un album a dire il vero mai pienamente compreso. Dopo questo lungo periodo di pausa dei Blur, fatto di silenzi intervallati da tantissimi progetti solisti o paralleli e dalla magica, piccolissima reunion culminata col singolo “Under The Westway” nel 2012, Il 27 aprile loro ultimo lavoro, “The magic whip”, vedrà la luce.
La notizia è ancora più gustosa se si considera che Damon Albarn, voce e chitarra dei Blur, aveva già tentato di depistare pubblico e critica con l’annuncio di un suo possibile lavoro parallelo con un’altra celebre formazione, i Gorillaz. Nonostante ciò, i Blur sono tra di noi, ed era pure ora, considerato che le registrazioni iniziate ad Hong Kong, nel 2013, sembrano essere ad un punto morto. Alla produzione di “The Magic Whip”, infatti, è arrivato come sostegno Stephen Street, in grado di riprendere in mano le registrazioni ferme.
Inutile dire che, scorrendo i titoli delle canzoni che compongono la tracklist di “The Magic Whip”, ci sarà parecchio da discutere, in senso positivo, dato l’aspetto sociale di molti sui brani, legati a vicende recenti: uno dei brani si intitola Pyongyang, ovvero il nome della capitale della Corea del Nord dove domina il regime guidato da Kim Jong II.

