Scorta e super teca per il Codex che torna in Calabria
25 Giugno 2016 - 15:13 | di Vincenzo Comi

Gesù tra i mercanti del Tempio, raccontato con immagini così ricche di particolari e di colori e così fluide nel loro susseguirsi, da far pensare ad una sequenza cinematografica. La solitudine di Giuda il traditore e il senso di morte, che l'immagine di un albero bruciato e nero rende più di ogni parola. I colori esplosivi della pagina in cui Marco evangelista incontra Sofia. Oggetto di un restauro delicato e sapiente, messo in sicurezza da una nuova più bilanciata rilegatura, torna a casa, annuncia Monsignor Giuseppe Satriano vescovo di Rossano-Cariati, il Codex Purpureus Rossanensis, celeberrimo evangelario miniato su fogli di pergamena color della porpora, forse il più antico libro illustrato della storia, dal 2015 Patrimonio dell'Umanità, che sarà esposto al pubblico dal 2 luglio nelle sale del Museo Diocesano di Rossano Calabro. Tre anni di indagini e di analisi nei laboratori romani dell'Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario (Icrcpal) ne hanno confermato il valore incommensurabile e l'origine orientale nel VI secolo. Oltre a rivelare particolari inediti sulla sua fattura. Un tesoro così sapientemente realizzato da essersi conservato per 15 secoli a dispetto di viaggi perigliosi, smembramenti, peripezie, persino un incendio, sottolineano i tecnici. Ma comunque fragilissimo. Per questo ad attendere il codice nelle sale completamente rinnovate e arricchite da un allestimento multimediale, ci sarà una super teca climatizzata che ne consentirà una monitoraggio continuo. Le pagine miniate, 15 in tutto, sono una più stupefacente dell'altra, come documentano le immagini dell'ANSA. Roma, 7 giugno 2016. ANSA/ ETTORE FERRARI
Una bella scatola di seta per proteggere come un bozzolo la preziosa pelle marocchina della sua copertina. E un climabox che come una culla perfettamente climatizzata e sicura, garantirà un fresco costante a dispetto delle temperature africane di questi giorni.
All’Istituto centrale per il restauro e la conservazione del Patrimonio archivistico e librario è scattata l’ora X: dopo 4 anni il Codex Purpureus Rossanensis, celeberrimo evangelario Patrimonio dell’Umanità miniato nel V-VI secolo su pagine di pergamena color della porpora, lascia la cassaforte che lo custodisce e torna in Calabria, esposto al pubblico dal 2 luglio nel Museo Diocesano di Rossano Calabro dove lo attende anche una teca super tecnologica realizzata per garantire un monitoraggio H24.
Oggetto di un restauro delicato e sapiente, il Codex, con i suoi quindici secoli di vita e il suo tesoro di fascinose miniature, è forse il più antico libro illustrato della storia. A Rossano arriverà con un furgone climatizzato e scortato.
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