Reggio, il Museo del Mare prende forma: sottofondazione e impianto wellpoint
Reggio guarda al futuro con il progetto che cambierà il volto della città. Il cantiere dell’opera firmata Zaha Hadid procede nel rispetto del cronoprogramma
22 Giugno 2026 - 19:51 | di Pasquale Romano

Il Museo del Mare di Reggio Calabria non è soltanto un edificio che prende forma tra il porto e il Waterfront della città. È una scommessa sul futuro della città. Un’opera capace di unire architettura, cultura, turismo, identità e sviluppo economico.
Firmato dallo studio Zaha Hadid Architects e intitolato a Gianni Versace, il Museo del Mare rappresenta uno degli interventi più importanti mai programmati in Calabria. Non solo per il valore economico dell’investimento, ma per ciò che potrà generare una volta completato: attrattività, nuovi flussi turistici, servizi, eventi, spazi culturali e una nuova immagine di Reggio nel Mediterraneo.
Un’opera simbolo per Reggio e per la Calabria
Il cantiere procede. Dopo gli interventi sulla scogliera di protezione, sono partite le lavorazioni legate ai pali di sottofondazione, con perforazioni profonde circa 20 metri. Si tratta di una fase tecnica decisiva, necessaria per costruire le basi vere e proprie dell’opera.
In parallelo, è stato avviato anche l’impianto di wellpoint, una tecnica di drenaggio usata in edilizia per abbassare temporaneamente il livello della falda. Consiste nell’inserire nel terreno una serie di tubi filtranti perimetrali collegati a una pompa aspirante, permettendo di scavare e lavorare all’asciutto in totale sicurezza
Passaggi complessi, poco visibili dall’esterno, ma fondamentali per un’opera che nasce in un’area delicata e strategica: quella del fronte mare, nel punto in cui Reggio può ritrovare il suo rapporto più naturale con lo Stretto.

Romeo: “Il più grande cantiere culturale della Calabria”
A sottolineare il valore del progetto è l’ex assessore comunale Carmelo Romeo, che negli anni scorsi ha seguito da vicino l’iter dell’opera. “È un’opera che riempie d’orgoglio ogni reggino, al di là di chi la porta avanti o la conclude”.
Romeo ricorda il lavoro svolto per far partire il cantiere e superare le difficoltà amministrative e finanziarie incontrate lungo il percorso.
“Abbiamo avuto l’onore di avviare sul campo il cantiere culturale più grande che c’è in Calabria e lo abbiamo lasciato in piena salute e in piena attività”.
Un passaggio non secondario, perché il Museo del Mare è stato più volte al centro di verifiche, approfondimenti e passaggi istituzionali. Il finanziamento iniziale da 53 milioni di euro del PNRR non era sufficiente a completare l’intervento. Da qui la necessità di individuare ulteriori risorse, con un cofinanziamento da 60 milioni di euro che ha consentito di tenere in piedi l’intero progetto.
Reggio al centro del Mediterraneo
Il Museo del Mare nasce con una vocazione chiara: non essere solo un contenitore, ma un attrattore culturale e turistico. Al suo interno troveranno spazio l’acquario, l’auditorium, servizi, aree museali permanenti e spazi per esposizioni temporanee.
L’obiettivo è costruire un luogo vivo. Un museo capace di parlare ai cittadini, ai visitatori, alle scuole, agli operatori culturali e al mondo turistico. Un’opera che può diventare una porta d’ingresso per raccontare Reggio, il mare, la biodiversità dello Stretto, la cultura mediterranea e il legame con la figura di Gianni Versace.
“Proietterà sempre di più Reggio al centro del Mediterraneo, non soltanto geograficamente, ma anche dal punto di vista culturale, turistico ed economico”, ha detto Romeo.
È questo il punto centrale. Il Museo del Mare può diventare uno dei simboli della nuova Reggio. Una città che non guarda più il mare come un confine, ma come una possibilità.

Adesso la sfida è accompagnare l’opera fino al traguardo. Servono continuità amministrativa (adesso nelle mani del sindaco Cannizzaro), attenzione ai tempi, qualità nella realizzazione e una visione chiara sui contenuti.
Perché il Museo del Mare non sarà importante solo per la sua firma architettonica. Lo sarà se riuscirà a diventare un luogo frequentato, vissuto, riconosciuto. Un punto di riferimento per la Calabria e per il Sud.
Il cantiere sta rispettando il cronoprogramma, la fine dei lavori è fissata tra due anni e mezzo, entro la fine del 2028. Mentre le lavorazioni avanzano, cresce anche l’attesa per un’opera che può cambiare il profilo della città e restituire a Reggio un ruolo centrale nello scenario culturale del Mediterraneo.
Iscriviti al nostro Canale Whatsapp per restare sempre aggiornato con le ultime notizie
