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Ali’taglia’: previsti 2000 licenziamenti e riduzione costi. I sindacati scioperano

Una foto di archivio di aerei dell'Alitalia all' aeroporto milanese di Malpensa. ANSA/ARCHIVIO/DANIEL DAL ZENNARO/DRN


Il futuro di Alitalia sull’Aeroporto dello Stretto, dopo le ultime novità, si fa ancora più nebuloso. Previsto infatti un piano di risanamento piuttosto doloroso: stipendio ridotto del 30% per i piloti, 2.000 licenziamenti e un aumento di capitale da 600 milioni. Sono questi gli elementi più importanti del piano di previsto dal nuovo corso Gubitosi per i prossimi anni.

Il CdA ha dato oggi il suo via libera al programma di rilancio da qui al 2021, che prevede un taglio dei costi per 1 miliardo di euro entro la fine del 2019 e un aumento dei ricavi del 30% entro la fine di quell’anno. Il 70% del personale interessato dagli esuberi sarà composto da staff di terra e negli uffici. Il maxi piano è stato presentato al governo italiano e poi in un secondo momento si terrà l’incontro con i sindacati, che viste gli interventi di taglio previsti si preannuncia teso. Quella del 20 marzo (già annunciata) non sarà l’unica agitazione in vista per Alitalia. Per il 5 aprile i sindacati hanno infatti indetto un nuovo sciopero, dopo aver incontrato i vertici aziendali.

Di ieri la lettera di un dipendente che dichiarava di essere stanco di promesse e rinvii. “Chiediamo e pretendiamo certezze, la rabbia sta montando”, le parole comprensibili. Alla luce del complicatissimo momento che sta vivendo la compagnia di bandiera, è ancora più difficile capire (o immaginare) ad un futuro di nuovo a Reggio Calabria.

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