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Firmato al Viminale l’accordo tra ANBSC e Zes: Ferro, “Un nuovo inizio per i beni confiscati”

"Il Governo Meloni - ha garantito la sottosegretaria - crede fortemente nel rilancio economico e produttivo del Mezzogiorno"

ferro zes anbsc

È stato firmato al Viminale l’accordo di collaborazione tra l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) e la Struttura di missione per la Zona economica esclusiva (Zes), insediata presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. A siglare l’intesa, alla presenza del sottosegretario di Stato con delega all’Anbsc Wanda Ferro, il prefetto Maria Rosaria Laganà, direttore dell’Agenzia, e l’avvocato Giuseppe Romano, coordinatore della Struttura di missione.

Ferro: «Sinergia decisiva per accelerare la restituzione dei beni»

«La firma dell’accordo realizzato sotto il decisivo patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri – ha evidenziato il sottosegretario Ferro – è stata fortemente voluta dal Governo Meloni e dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per creare una necessaria ed importante sinergia tra l’Anbsc e la Struttura di missione della Zes. Grazie all’accordo i beni immobili e le aziende confiscate, presenti nelle aree della Zes Unica, potranno beneficiare delle procedure semplificate previste per tali aree, consentendo di accelerare la restituzione di tali beni e aziende alla collettività».

I numeri della Zes Unica: migliaia di beni e imprese coinvolti

La Zes Unica riguarda i territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna nei quali sono presenti:

  • 20.809 beni immobili già destinati dall’Agenzia
  • 11.858 beni immobili in gestione
  • 1.607 aziende già destinate
  • 2.089 aziende ancora in gestione

Procedure semplificate per superare criticità urbanistiche

Alcuni strumenti di semplificazione innovativi offerti dalla Zes Unica verranno messi a disposizione per i beni confiscati così da rendere il procedimento più efficace, in particolare per la risoluzione delle criticità tecnico-urbanistiche che molto spesso caratterizzano i cespiti confiscati e per il superamento delle difficoltà burocratiche che possono ostacolare il rientro delle aziende nel mercato legale.

Un nuovo inizio per il Mezzogiorno

«Il Governo Meloni crede fortemente nel rilancio economico e produttivo del Mezzogiorno. L’accordo di collaborazione firmato oggi – ha concluso Ferro – non deve considerarsi un traguardo ma un punto di partenza per continuare, ancora più efficacemente, a restituire alla collettività beni e aziende sottratte dalle avide mani della criminalità organizzata».

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