Reggio, detenuto prende a testate e pugni sul naso gli agenti e appicca (due volte) un incendio
Dopo aver distrutto la stanza del reparto Cellette del Riuniti, l'uomo ha scagliato dei pezzi di ceramica appuntiti contro gli agenti e i Vigili del fuoco. Appello dell'Osapp al Ministero
23 Luglio 2026 - 14:31 | Comunicato stampa

Mentre nei salotti televisivi e tra i palazzi della politica va in scena il consueto e surreale teatrino ideologico sui recenti fatti di Bologna o sulla figura del gioielliere – con la scanzonata ed esausta idea che la mortadella sia di sinistra e il culatello di destra – nella realtà quotidiana dello Stato c’è una categoria di servitori delle Istituzioni che continua a fare da sacco da boxe in totale solitudine: gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria.
Agli occhi di una certa utenza carceraria ormai priva di qualsiasi freno o timore delle conseguenze, aggredire, sfasciare e colpire gli agenti non è più una violazione punita, ma è diventato un vero e proprio “diversivo”. Il personale di prima linea, operativo d’impatto nelle sezioni detentive e nei piantonamenti ospedalieri, prende schiaffi, testate e pugni in faccia per futili motivi, senza la minima tutela e senza un deterrente normativo e operativo in grado di arrestare questa escalation di aggressioni.
Aggressioni e devastazione tra ospedale e carcere
L’ennesima dimostrazione della barbarie quotidiana che la prima linea si trova ad affrontare emerge con drammatica chiarezza dai fatti dello scorso 19 e 20 luglio presso l’Ospedale Riuniti e l’Istituto di Reggio Calabria:
- Durante il piantonamento sanitario presso il reparto “Cellette” dell’Ospedale Riuniti, un detenuto, scortato dagli agenti, ha preteso in modo intimidatorio e arrogante che gli venissero tolte le manette per fumare una sigaretta. Di fronte al fermo e legittimo rifiuto del personale, il detenuto si è scagliato con una violenta testata in pieno volto contro un Agente di Polizia Penitenziaria, provocandogli un immediato ed abbondante sanguinamento al naso.
- Ricondotto nelle strutture di detenzione, il medesimo soggetto ha dato sfogo a un delirio aggressivo, sfasciando la camera d’appoggio: brande, materassi, cuscini e infine i sanitari in ceramica del bagno, rendendola completamente inagibile.
- Con spregiudicata provocazione, il detenuto ha appiccato un primo incendio, spento tempestivamente dagli agenti con estremo rischio. Appena perquisito e ricollocato, ha dato fuoco alla stanza una seconda volta, rendendo necessario l’intervento d’urgenza dei Vigili del Fuoco alle ore 22:50 per la bonifica da fumi e incendi latenti.
- Non pago della devastazione, il detenuto ha iniziato a scagliare pezzi di ceramica appuntiti contro gli Agenti e i Vigili del Fuoco. Durante le concitate fasi di chiusura e messa in sicurezza, sferrava un violento pugno in pieno volto a un secondo Agente, causandogli lesioni al setto nasale.
Solo a notte fonda (ore 00:30), grazie all’intervento dell’Ispettore di servizio e dell’aliquota di supporto operativo equipaggiata con i Dispositivi di Protezione Individuale, si è riusciti a porre fine a un evento critico durato quasi 10 ore, all’interno di un reparto ormai distrutto da macerie, detriti e fumo.
L’appello dell’O.S.A.P.P. al Ministero della Giustizia
Non possiamo più tollerare che la Polizia Penitenziaria venga lasciata sola in trincea mentre la politica discute di massimi sistemi e ideologie stantie. Quando i nostri agenti vanno in servizio, in ospedale o nelle sezioni, non sanno se torneranno a casa sani e salvi dalle proprie famiglie. Quanto accaduto a Reggio Calabria riflette una piaga drammatica: servono deterrenti reali, protocolli operativi rigidi, dotazioni idonee e sanzioni immediate per chi aggredisce gli uomini in divisa. La misura è colma.
L’O.S.A.P.P. lancia un appello perentorio al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria: fermate questo massacro annunciato. Gli agenti di Polizia Penitenziaria non sono carne da macello né un bersaglio utile a colmare i vuoti di sistema. Servono interventi normativi ed operativi immediati ed efficaci a tutela di chi opera in prima linea per ripristinare il rispetto delle regole e la dignità del Corpo.
Il Delegato Regionale Calabria O.S.A.P.P. Luigi Barbera
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