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All’UniTre la presentazione di “Un milanese di Calabria”


Nell’ambito delle manifestazioni promosse dagli Stati Generali della Cultura 2016 Martedi 24 maggio alle ore 17, presso la sede della UNITRE di Reggio Calabria, via Willermin,12  si terrà la presentazione del libro edito, per la collana Tracce, da Città del Sole Un milanese di Calabria. Cicco Simonetta alla corte degli Sforza, di Lina Anzalone (2016, 184 pag. )

 

L’autrice, che  ha insegnato Lettere negli Istituti di Istruzione Superiore ed è specialista in psicologia dà un contributo importante al recupero storico di un personaggio che non solo diede lustro alla Calabria e a Milano, ma che fu anche uno degli attori principali nel gettare le basi della costruzione dell’intero Paese. Rivivono in queste pagine anni cruciali ed eventi significativi che sono anche alla base dell’attuale configurazione della città di Milano. Il legame tra la metropoli lombarda e la terra di Calabria ha riscontro nella vita e nelle opere di Cicco Simonetta che partì dal Sud e divenne consigliere, longa manus, fautore e anche autore della fortuna degli Sforza e della grandezza del loro Ducato. Non solamente politico, ma anche fine umanista, seppe guadagnarsi la stima, la fiducia e il rispetto di letterati, signori e principi, coltivò rapporti e scambi che giovarono agli Sforza e contribuì al mantenimento dell’equilibrio di pace tra gli Stati italiani.

 

Il volume (che sarà presentato domani martedi 25 maggio ore 17 presso la sede del UNITRE di via Willermin, 12 a Reggio Calabria) attraverso lettere e pagine di diari, ricostruisce alcuni tratti della vita pubblica e personale di Cicco, uomo di rilievo della seconda metà del XV secolo, cercando di avvicinare questa figura, conosciuta per lo più da una cerchia ristretta di studiosi, ad un pubblico più vasto di quello specialistico.

Il forte legame che univa Francesco Sforza alla famiglia Simonetta permise a Cicco, grazie allo zio Angelo Simonetta, di diventare consigliere alla corte del ducato sforzesco. Astuto uomo politico e abile burocrate fu artefice delle fortune della famiglia Sforza e della città di Milano, dando il proprio contributo sia allo sviluppo urbanistico e monumentale che a quello umanistico e culturale.

 

Anche se le sue vicende politiche furono per lo più legate al capoluogo lombardo, Cicco mantenne sempre un forte legame con la sua terra d’origine, la Calabria, come emerge nella lettera indirizzata a papa Paolo II, in cui la definisce «la più fertile et la migliore provincia che sia nel Reame», o dall’espresso nepotismo che praticò mettendo nei posti più ambiti del ducato cugini e nipoti.

 

Non fu solo un uomo politico, ma anche un grande amante della cultura e della lingua, soprattutto greca, tanto da diventare protettore di molti letterati e poeti.

La posizione raggiunta e le ricchezze accumulate inevitabilmente attirarono le invidie di molti, malevolenze che furono la causa della sua infelice fine. Innegabilmente Simonetta fu alla continua ricerca di ricchezze e onore, imparentandosi anche con le migliori famiglie della società milanese, e favorì palesemente i propri familiari.

 

Ma allo stesso tempo quel processo, che mise la parola fine alla vita di un personaggio storico, il cui contributo è ancora visibile nell’urbanistica della città di Milano, non può non essere definito, a posteriori, come una montatura giudiziaria a tutti gli effetti.

 

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