Arghillà: i primi passi di rigenerazione del quartiere

È stata inaugurata lo scorso mercoledì 15 aprile

È stata inaugurata lo scorso mercoledì 15 aprile, al B’art, la mostra dei lavori partecipanti al concorso-workshop “Premio Antonio Quistelli”, organizzato dal “Laboratorio AbitaZone Arghillà città aperta/città per tutti” che ha aperto la quinta stagione dei “Caffè di Architettura. La serata, coordinata dagli architetti Valentina Monteleone e Francesco Morabito, si è svolta all’insegna di un dialogo tra gli amministratori impegnati principalmente nelle politiche di strategia ambientale del territorio reggino, i protagonisti del “Laboratorio” e i tanti cittadini presenti.

Il “Premio Quistelli”, alla sua prima edizione e coordinato da Berardo Dujovne e Francesco Morabito con la collaborazione del prof. Giuseppe Fera, è stato uno stimolo fondamentale per attivare quei processi di rigenerazione urbana che, in futuro, potranno ridisegnare e definire lo spazio della comunità di Arghillà. Questo quartiere infatti, come sottolinea lo stesso portavoce del sindaco Falcomatà, Franco Arcidiaco, presenta differenti punti critici sia sotto l’aspetto sociale, che sotto quello urbano ed è per tale motivo che iniziative come queste, non solo vanno sostenute ma devono diventare parte di un progetto organico di rigenerazione urbana, affinché la nuova città metropolitana possa ripartire. D’altra parte l’attenzione del sindaco Giuseppe Falcomatà nei confronti delle periferie è stata ampiamente dimostrata dalla decisione di riunire la prima giunta nel borgo periferico di Santa Venere.

La presenza di rappresentanti dell’amministrazione nel “Caffè di Architettura” ha dimostrato la volontà di portare avanti una collaborazione diretta tra il “Laboratorio” e le istituzioni locali, ma anche con i cittadini, al fine di proporre delle soluzioni pratiche ai bisogni sociali della comunità, innescando così, usando le parole dell’assessore all’ambiente Antonino Zimbalatti, «un circuito vizioso del bene».

Al dibattito è intervenuta, tra gli altri, Serena Campolo della “Mirfak” sottolineando l’importanza di queste progetti anche per le aziende locali, le quali, non solo possono acquisire nuovi input, ma soprattutto sono in grado di dare il proprio contributo per la rinascita della città. Dello stessa opinione anche l’imprenditore tipografico Domenico Surace di “Creative 3.0” e la presidente dell’associazione “Arte” di Arghillà, che inoltre vedono nel progetto la possibilità di uno sviluppo economico e socio-culturale.

Tra le tante proposte, anche quella di Nuccio Barillà di Legambiente, il quale si è augurato che Arghillà si presti a divenire un esempio di “ecoquartiere”, luogo concreto di sperimentazione urbana della “smart-city” metropolitana, esempio di sinergia civile e sociale.

Alla fine dell’incontro, Giuseppe Fera ha sottolineato l’aspetto della composizione, che nel caso del Workshop si è dimostrato uno strumento capace di offrire occasioni di collaborazione tra i vari campi del sapere, diffondendo il «seme di speranza» di chi, come chiarito dal parroco don Francesco Megali, «vuole guardare profeticamente oltre per vedere il bene».

Inoltre, il prossimo 25 aprile, alle ore 9, ad Arghillà di fronte alla parrocchia Sant’Aurelio, avrà luogo il raduno del gruppo di lavoro del “Laboratorio” che installerà le opere realizzate nelle strade del quartiere, mentre nel pomeriggio, alle 17, vi sarà l’inaugurazione alla presenza del sindaco Giuseppe Falcomatà.

Seguici su telegramSeguici su telegram