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Reggio, Neri punge l’amministrazione Falcomatà: ‘Parole che valgono zero’

ll consigliere della Lega su Urban Center, Biblioteca, Mura Greche e Terme Romane: "Serve una visione nuova della Città, aperta, proiettata verso il futuro, coraggiosa. Serve uno scatto politico verso la crescita ed il merito, ma davvero"

Armando Neri Consigliere Lega

“Una riflessione politica per dimostrare, attraverso alcuni casi concreti, che ci troviamo davanti all’amministrazione dei PARADOSSI e delle parole che valgono ZERO”. Inizia così il post social del consigliere comunale e metropolitano Armando Neri, che punge l’amministrazione Falcomatà su diversi temi.

“La passerella del Calopinace è l’emblema dell’inconsistenza politica e dell’assenza di visione della maggioranza. Il sindaco diventa esperto di ponti quando si tratta di fare ricorsi inutili contro il Ponte sullo Stretto, salvo poi non essere capace di realizzare una passerella di scarsi 30 metri sul Calopinace.

E mentre gli altri Comuni limitrofi, in vista dell’apertura dei cantieri del Ponte sullo Stretto, chiedono opere compensative per realizzare infrastrutture e reti che miglioreranno il volto delle Città e la qualità della vita dei cittadini, la nostra amministrazione non è ancora riuscita a quantificare le somme (ulteriori) per la costruzione delle rampe che serviranno a colmare il dislivello generato dall’altezza delle travi del “ponte” sul Calopinace.

In sostanza, danno emergente e lucro cessante in un sol colpo: un disastro politico”.

Biblioteca Comunale chiusa

“Nella tanto decantata “Città della Cultura” che esiste solo nella testa della maggioranza, la Biblioteca Comunale “Pietro De Nava” è chiusa da mesi e l’amministrazione non si occupa di fornire ai cittadini ed ai turisti nessuna spiegazione in merito, come se tutto fosse normale”.

“Mura Greche e Terme Romane ostaggio di un cantiere”

“Le Mura Greche e le Terme Romane sono da tempo immemore ostaggio di un cantiere nato male e finito peggio (quello dei lavori sul Lungomare lato Sud) del quale non si hanno notizie, considerato che non si vede da tempo alcun movimento serio né di mezzi né di maestranze.

Il tutto mentre in Città i turisti vorrebbero visitare questi due siti simbolo della civiltà classica, salvo poi scorgerli avvolti dall’ormai famigerata rete arancione e sepolti da erbacce che ne celano bellezza e identità”.

Urban Center

“L’Urban Center in Via Campanella, sorto in un bene confiscato, doveva rappresentare il simbolo della rinascita, della partecipazione civica e della progettualità.

Tuttavia, è chiuso da anni, impolverato, divenuto un luogo fantasma, con quelle 3 “C” sulle vetrate che erano nate per raccontare “Come CAMBIA la Città” ma che, al netto degli annunci del sindaco, nei fatti sono diventate lo specchio di “Come CONDANNARE la Città” agli ultimi posti in classifica.

Serve una visione nuova della Città, aperta, proiettata verso il futuro, coraggiosa. Serve uno scatto politico verso la crescita ed il merito, ma davvero”, conclude Armando Neri.

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