Brogli elettorali, Perna: ‘Una pugnalata alle spalle”. Intanto il Pd sospende Castorina da tutti gli incarichi

Il vicesindaco chiede la costituzione di parte civile in caso di processo. ‘Sulla città ennesima colata di fango’

Una pugnalata. Proprio così. E per giunta alle spalle. Il vicesindaco Tonino Perna sceglie questa immagine per descrivere il sentimento che lo ha colto nell’apprendere la notizia degli arresti domiciliari inflitti all’ex capogruppo del Partito Democratico, Nino Castorina. L’indagine, peraltro non esauritasi, rischia di travolgere Palazzo San Giorgio, con un coro di voci che all’unisono chiedono nuove elezioni.

Comune parte lesa

Perna non si iscrive però al partito del voto, ma va nella direzione di chi - per primo Saverio Pazzano - ha chiesto la costituzione di parte civile del Comune nel caso in cui si vada a processo.

Pensieri e parole, quelle del vicesindaco, contenute nel consueto appuntamento del Diario non comune dal Comune dove non ha fatto in tempo ad approfondire il tema dei giovani quale risorsa privilegiata per il rilancio della città:

“L’altra notte stavo riflettendo sul patto intergenerazionale che sarebbe necessario stipulare per uscire da questa crisi che non è solo sanitaria ed economica, ma anche esistenziale, di mancanza di fiducia nel futuro. Stavo scrivendo, per l’appunto, quando mi è arrivata una notizia sconvolgente: il consigliere comunale Castorina agli arresti domiciliari con accuse pesantissime di brogli elettorali. Non mi sembrava possibile”.

Perna va però al sodo della questione etica e di responsabilità sollevata in questi giorni dai reggini:

“Se le accuse fossero pienamente confermate il Comune dovrebbe costituirsi come parte lesa nel processo penale, che si terrà speriamo presto, in modo che ogni dubbio possa essere fugato”.

"Merita l’estradizione dalle cariche"

Il vicesindaco sottolinea di conoscere appena Castorina, per averlo incontrato in Consiglio comunale, ma non ci pensa proprio ad assolverlo dalle sue responsabilità nel caso in cui le accuse si rivelassero veritiere, anche perché per lui, il comportamento di Castorina descritto dagli inquirenti

“È stata una vera e propria pugnalata alle spalle dei suoi amici e compagni di partito e di tutti i Consiglieri Comunali”.

“Non posso credere che abbia compiuto una azione così vigliacca nei confronti di questo Consiglio Comunale, di questa città su cui è caduta una ennesima colata di fango. Spero vivamente che il Castorina possa dimostrare la sua innocenza, ma se non fosse così meriterebbe l’estradizione da tutte le cariche pubbliche a vita”.

E tuttavia lo stesso Perna auspica che non venga fatta ‘di tutta l’erba un fascio’ relativamente al Consiglio, dove

“ci sono tanti Consiglieri Comunali e assessori onesti, che amano questa città e lavorano per il suo benessere. Purtroppo, lo abbiamo imparato, fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce”.

Castorina out

antonino castorina

Quello che Perna auspicava nello scritto odierno in realtà si è già verificato. Nino Castorina ha già cominciato a pagare, politicamente parlando.

Dopo la sospensione dalla carica di Consigliere comunale comunicata dalla Prefettura, e anticipata in un video intervento del sindaco Giuseppe Falcomatà, desideroso di lanciare un segnale alla città, anche il partito di appartenenza ha presentato il conto. Seppur parziale e provvisorio.

Per lui infatti è arrivata la sospensione cautelativa dall’anagrafe degli iscritti al Pd e da tutti gli organismi di partito di cui l’ormai ex capogruppo consiliare faceva parte.

La decisione è stata assunta dalla Commissione di Garanzia del Pd che ha applicato il disposto dell’art. 10 del regolamento nazionale.

La notizia è stata recapitata direttamente ai vertici dem, tanto regionali che cittadini, spiegando anche che la decisione è stata assunta a livello nazionale proprio perché le Commissioni provinciali di Reggio Calabria e quella regionale non risultano essere in carica.