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Bruna Siviglia e la lotta contro il cancro: ‘Godetevi la mamma, il papà e i figli. E dite loro ‘Ti voglio bene’

La presidente nazionale dell’ass. Biesse racconta la sua battaglia contro un tumore: "È successo tutto da un giorno all’altro. Sto combattendo con tutte le mie forze e con la mia fede"

Bruna Siviglia e la lotta contro il cancro: ‘Godetevi la mamma, il papà e i figli. E dite loro ‘Ti voglio bene’

«Godetevi la vostra mamma, il vostro papà. Godetevi i vostri figli. E dite loro “ti voglio bene”».

È il messaggio che Bruna Siviglia rivolge alla città, agli amici e alle tante persone che le sono state accanto nel suo percorso umano e professionale. Parole semplici, nate però da un momento difficile, capace di cambiare improvvisamente il modo di osservare la vita e il valore del tempo.

La presidente nazionale dell’associazione Biesse ha scelto di non nascondersi. Ha deciso di raccontare pubblicamente la propria battaglia contro un tumore, mostrando ancora una volta quella forza e quel coraggio che hanno caratterizzato il suo impegno sociale.

«È successo tutto in modo veloce. Da un giorno all’altro».

Prima il dolore e lo smarrimento. Poi la volontà di reagire, alimentata dalla fede, dall’amore della famiglia e dalla vicinanza delle tante persone incontrate nel corso degli anni.

«Sto combattendo con tutte le mie forze»

Bruna Siviglia non nasconde la difficoltà della prova che sta affrontando. Lo fa però senza lasciarsi dominare dalla paura.

«Sto combattendo questa malattia con tutte le mie forze. E con la mia fede. È una prova. È così, lo accetto e lo affronto. Con fiducia, determinazione e coraggio. Perché non bisogna avere paura».

Una testimonianza lucida, che non minimizza il dolore delle cure, ma lascia spazio alla speranza e alla fiducia nella medicina.

In cura inizialmente a Reggio Calabria e successivamente a Roma, Bruna ha voluto ringraziare pubblicamente i professionisti che l’hanno assistita durante questo percorso.

«Ringrazio gli straordinari medici reggini che mi hanno seguito all’inizio, Mohammad Alkilani, Nuccio Macheda e Pietro Arciello. Adesso mi curo a Roma e voglio ringraziare tutti i medici del Paideia Hospital e della Fondazione IDI Roma, tutto lo staff del professor Marchetti e del professor Bria».

L’importanza della ricerca e delle cure

Nel suo racconto trova spazio anche un invito concreto a sostenere la ricerca scientifica e a non perdere la fiducia nelle possibilità offerte dalle terapie.

«Oggi la ricerca ha compiuto passi da gigante. Le terapie sono impegnative, ma permettono di curarsi. Per questo dobbiamo sostenere la ricerca e affrontare la malattia da guerrieri, senza perdere la speranza. Ma la terapia è anche molto dolorosa».

Parole che raccontano la realtà della malattia senza filtri: la sofferenza fisica, le giornate più complicate e, allo stesso tempo, la determinazione a proseguire il cammino.

Bruna Siviglia ha ricevuto messaggi e dimostrazioni di vicinanza provenienti da ogni parte d’Italia.

«Ho ricevuto un’ondata di affetto incredibile da tutta Italia. Voglio ringraziare la Procura di Reggio Calabria e tutti i procuratori. Anche gli insegnanti, i dirigenti, i soci e l’ANM».

La famiglia come rifugio e fonte di forza

Un ruolo fondamentale è stato svolto dalla famiglia, indicata da Bruna come il punto fermo dal quale ricevere ogni giorno energia e sostegno.

«Mio marito, i miei figli, i miei fratelli, Agostino e Francesca, mi hanno dato tanta forza. La famiglia è un valore immenso che oggi dobbiamo riscoprire, soprattutto per i giovani».

Un legame che, nel momento della prova, mostra ancora più chiaramente la propria importanza. La famiglia diventa presenza, conforto e motivo per continuare a combattere.

Nel corso degli anni Bruna Siviglia ha dedicato gran parte del proprio impegno alla tutela dei giovani e alla promozione di percorsi di libertà e legalità.

Ha ideato e promosso il progetto “Giustizia e umanità – Liberi di scegliere”, dal quale nel 2023 è nata la prima legge regionale della Calabria dedicata a questo percorso, realizzata insieme all’associazione Biesse.

Un’iniziativa che ha successivamente aperto la strada ad altre esperienze, tra cui quella avviata dalla Regione Siciliana, ai protocolli sottoscritti con il territorio e a un concorso nazionale che ha coinvolto scuole provenienti da tutta Italia.

«Viviamo ogni giorno come un dono»

Oggi Bruna affida alla città un messaggio che invita a non rimandare gli abbracci, le parole e i sentimenti.

«Viviamo ogni giorno come un dono. Diciamo “ti voglio bene” alle persone che amiamo. Non costa nulla, è gratis. A volte pensiamo che ci sarà sempre tempo, poi la vita ci insegna che non è così».

Un invito a fermarsi, a dare valore agli affetti e a non considerare scontata la presenza delle persone amate.

Il suo pensiero va anche a chi sta affrontando una malattia o un’altra prova difficile.

«A chi sta vivendo una prova difficile dico di non perdere mai la fiducia: oggi possiamo contare sulla ricerca, sulla medicina, sull’amore delle persone che ci stanno accanto. La vita è un dono prezioso e vale sempre la pena viverla fino in fondo».

Bruna Siviglia ha scelto ancora una volta di metterci il volto. Lo ha fatto raccontando la paura, il dolore delle terapie e la fatica. Ma soprattutto la fede, l’amore e la voglia di continuare a vivere e a lottare.

Forza Bruna.

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