Calabria, ‘Il teatro senza teatro’: 20 borghi e un truck ‘speciale’: gli spettacoli di agosto
Un viaggio narrativo pensato per ribaltare il paradigma tradizionale della fruizione culturale: gli appuntamenti di agosto
07 Agosto 2026 - 16:17 | di Vincenzo Comi

Un grande palcoscenico a cielo aperto per portare lo spettacolo dal vivo nel cuore dei borghi delle aree interne della Calabria. Ha preso il via “Il Teatro senza Teatro”, il progetto itinerante realizzato da L’Altro Teatro, Primavera dei Teatri e Nastro di Möbius, partito il 30 luglio e che si concluderà il 20 agosto 2026.
La rassegna prevede venti spettacoli in venti Comuni diffusi su tutte le province calabresi: Riace, Camini, Sant’Ilario dello Ionio, Bova, Serra San Bruno, Simbario, Monterosso Calabro, Spadola, Borgia, Squillace, Stalettì, Gasperina, Rogliano, Celico, Lungro, Diamante, San Nicola dall’Alto, Santa Severina, Isola Capo Rizzuto, Caccuri. Il “teatro” arriva a bordo di un Nautilus, un truck tecnologicamente all’avanguardia capace di trasformarsi in maniera originale e scenografica in un palcoscenico. A salire a bordo gli attori di cinque compagnie calabresi – Il Teatro della Libellula, Scena Verticale, Teatro della Radice, Associazione Zahir, Kundateatro. All’interno del progetto speciale si aggiungerà anche “Elettra 1944”, un’opera nazionale prodotta da Altra Scena e L’Altro Teatro, scritta e diretta dal regista Giancarlo Nicoletti, che andrà in scena il 10 agosto al Teatro dei Ruderi di Cirella.
Un viaggio narrativo pensato per ribaltare il paradigma tradizionale della fruizione culturale: dove mancano i teatri tradizionali, i borghi diventano palcoscenici naturali; dove mancano le platee, le comunità si trasformano in spettatori e custodi della memoria. Il progetto speciale, sotto la direzione artistica di Fabio Vincenzi, è finanziato dalla Regione Calabria (Avviso pubblico per la selezione e il finanziamento di Progetti speciali teatrali 2025 – POC Calabria 2014-2020 Asse VI – Azione 6.7.1).
Dopo il debutto con il Teatro di figura di Angelo Gallo con il pluripremiato spettacolo di burattini ispirato alla tradizione popolare calabrese, “Zampalesta u cane tempesta”, Borgia ha accolto in Piazza Ortona “Uomo e Galantuomo”, liberamente tratto da Eduardo De Filippo. Adattamento e regia di Matteo Lombardo, con Antonio Belmonte, Valeria Bisciglia, Antonio Ferrari, Anna Grano, Pierfrancesco Minervini, Marco Settino, Arturo Valentini. Lo spettacolo ora andrà in scena venerdì 7 agosto, alle ore 21.30, a Santa Severina (Piazza Gioacchino da Fiore) e il 13 agosto, ore 22.00, a Le Castella (Piazzale Castello). In Uomo e Galantuomo il confine tra verità e finzione si incrina costantemente. I personaggi recitano, mentono, improvvisano, cercano di salvare le apparenze mentre il meccanismo teatrale si sfalda sotto i loro occhi. Ciò che emerge non è soltanto la straordinaria macchina comica eduardiana, ma una comunità umana sospesa tra dignità e miseria, desiderio di riconoscimento, paura del fallimento e necessità di continuare a stare in scena.
Lo spettacolo attraversa Eduardo come materia viva: non come monumento da conservare, ma come corpo teatrale ancora capace di parlare al presente.
Sabato 8 agosto a Riace (ore 22.00) e domenica 9 agosto a Gasperina (ore 18.30) andrà inscena “Re Pipuzzu fattu a manu”, di e con Dario De Luca, liberamente tratto dalla fiaba calabrese Re Pepe raccolta da Letterio Di Francia. L’attore, riscoprendo la spiritualità popolare, presta corpo e voce a questo racconto in lingua calabra a cui Gianfranco De Franco dà una sonorizzazione, fatta di soffi in strumenti a fiato, tradizionali e no, ed elettronica. Un viaggio che ipnotizzerà lo spettatore accompagnandolo, come in un sogno, in una dimensione magica; uno spaziotempo fantastico e reale al contempo. Il vero protagonista non è il re del titolo, ma una donna: una reginetta sicura del fatto suo e capatosta. È a lei che siamo debitori, non solo dell’intreccio della fiaba in questione, ma persino del personaggio che dà il titolo alla fiaba, perché un bel giorno, di fronte all’insistenza del padre perché si trovi finalmente un marito, lei decide di prendere farina e zucchero e di impastarselo con le sue mani.

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