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Calenda a Reggio Calabria, slitta la visita del leader di Azione

Carlo Calenda a Reggi, possibile nuova data il 10 aprile. Il leader di Azione intanto ribadisce: no all'ingresso centrosinistra, indicazione per le comunali reggine?

califano calenda

Slitta la visita di Carlo Calenda a Reggio Calabria. Il leader nazionale di Azione, atteso inizialmente in città (secondo indicrezioni) il 26 marzo per l’inaugurazione della nuova sede del partito, ha rinviato l’appuntamento. Secondo le ultime informazioni, la data possibile per il suo arrivo in riva allo Stretto sarebbe quella di venerdì 10 aprile alle ore 12.

Il rinvio non cambia però il peso politico dell’appuntamento, che arriva in una fase importante per Azione sul territorio reggino. Il partito è infatti impegnato in un percorso di riorganizzazione locale partito dalla recente nomina dell’ex consigliere comunale Gianluca Califano a commissario provinciale.

Proprio Califano, in queste settimane, sta lavorando alla costruzione della lista in vista delle prossime elezioni comunali di maggio.

L’eventuale presenza di Calenda a Reggio, insieme a quella del vicesegretario nazionale Ettore Rosato, resta un passaggio atteso anche per capire quale sarà l’orientamento politico di Azione alle comunali reggine.

E da questo punto di vista, le parole pronunciate dal leader del partito dopo il referendum sembrano già tracciare una linea piuttosto precisa, forse anche in vista delle elezioni comunali a Reggio Calabria.

Calenda ha infatti escluso in modo netto un ritorno nel centrosinistra, ribadendo la necessità di dare rappresentanza a chi vuole un cambiamento ma non si riconosce negli opposti estremismi.

Un concetto che il leader di Azione ha sintetizzato parlando della necessità di dare voce a “chi vuole che il Paese cambi e che oggi si trova intrappolato tra gli opposti estremismi di destra e sinistra”.

Nel commentare l’esito del referendum imvece, Calenda ha poi letto il dato della partecipazione come un segnale politico rilevante. A suo giudizio, dietro il 58,93% di affluenza ci sarebbe anche una valutazione sull’operato del governo nell’affrontare i nodi economici, sociali e internazionali.

Nella sua analisi, inoltre, avrebbe pesato negativamente per Giorgia Meloni anche la vicinanza al presidente americano Donald Trump.

Quanto al risultato finale, Calenda ha osservato che, come ampiamente previsto, ha prevalso il No, sostenendo che in Italia esiste una tradizionale propensione a mobilitarsi “contro”. Una dinamica che, secondo il leader di Azione, sarebbe stata ulteriormente favorita da una campagna della destra giudicata sbagliata e inutilmente aggressiva, capace di generare una reazione di rigetto nel Paese andata oltre il merito stesso della riforma.

In attesa della conferma ufficiale della nuova data, resta dunque alta l’attenzione attorno alle mosse di Azione in riva allo Stretto. Sia sul piano della costruzione della lista, sia soprattutto su quello delle alleanze.

Il prossimo arrivo del leader nazionale potrebbe rappresentare il momento in cui chiarire definitivamente la collocazione politica del partito a Reggio Calabria in vista delle prossime comunali.

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