Comunali Reggio, finalmente Minicuci. La lega ufficializza il candidato sindaco del centrodestra

L’ex segretario generale del Comune di Genova, nativo di Melito Porto Salvo, lancia la sfida a Falcomatà

Oggi c’era ottimismo nel team Minicuci. Per gran parte della giornata hanno ripetuto ‘è questioni di ore’ ed il candidato sindaco sarà ufficializzato. Ci sperava l’elettorato di centrodestra e anche gli altri candidati, spettatori interessati di ciò che accade in vista del 20 e 21 settembre.

Matteo Salvini ha scelto Antonino Minicuci quale candidato sindaco della Lega per la coalizione di centrodestra. Una scelta - alla luce dei tanti dietro le quinte che hanno segnato il cammino del candidato dalla nomina all’ufficializzazione - importante sul versante più strettamente della tenuta politica della coalizione, che ha certamente sofferto i ritardi dell’ufficializzazione.

Perché, adesso, che si è venuti a capo della candidatura principale per lo schieramento del centrodestra, andrà valutata la tenuta della coalizione. Le resistenze manifestate del deputato azzurro Francesco Cannizzaro (fino a tarda sera impegnato con Cristian Invernizzi a limare alcuni aspetti del dopo voto), insieme ad alcuni mal di pancia provenienti dalle diramazioni locali della Lega stessa e la posizione "ballerina" di Fratelli d'Italia, non possono fare dormire sonni tranquilli a Minicuci che, dal canto suo, ha provato a prendere confidenza con il territorio già la scorsa settimana. Perché ovviamente c’è da valutare anche la posizione dell’Udc, che faceva parte a gran titolo della coalizione che ha portato alla vittoria Jole Santelli alle regionali di gennaio scorso.

E proprio in regione la coalizione sta soffrendo lo strapotere di Forza Italia che ha in qualche modo prodotto una lacerazione nei rapporti con gli alleati. Insomma, mentre a palazzo Campanella si cerca ancora di trovare la quadra, bisogna pensare anche alle comunali di Reggio Calabria.

D’altra parte Cannizzaro ora si trova nella non invidiabile posizione di chi ha fatto fuoco e fiamme per evitare l’inevitabile senza però riuscirci. Insomma “l’onore politico” e la convinzione che non è Minicuci il candidato giusto per il centrodestra avranno la meglio sulla lealtà politica che si deve alla coalizione?

Tutto fa presagire che ci potrà essere qualche scossone anche se non a livello squisitamente partitico. In questo senso il centrodestra con Minicuci presenterà i simboli dei partiti tradizionali a supporto, ma le civiche – anche quelle annunciate e che erano in attesa dell’ufficializzazione per determinarsi – rimangono una incognita.

D’altra parte, se Eduardo Lamberti Castronuovo mantenesse la parola politica data, il popolo del centrodestra si troverebbe un altro candidato a sindaco d’area, che non può che indebolire quello ufficiale. I più informati danno un Lamberti scalpitante con tre liste pronte a dare battaglia. Anche ad Angela Marcianò, le cui radici affondano proprio in quel mondo lì. L’ex assessore ai Lavori pubblici ha incassato il sostegno di Fiamma Tricolore, e non ultimo l’ammirazione di Klaus Davi.

Il profilo del candidato

L’avvocato Antonino Minicuci è nato a Melito Porto Salvo, il 5 gennaio del 1954. Ha conseguito la Maturità Classica nel 1972 per poi laurearsi in Giurisprudenza all’Università di Salerno (1977) e successivamente in Scienze Politiche all’Università di Camerino (1998). Relatore in numerosi convegni, docente di master e corsi di formazione, è autore di diverse pubblicazioni.

Sempre "ottimo" dal 1980 fino a quando sono esistite le “note di qualifica per segretari Comunali (1997) Antonino Minicuci ha vissuto la sua città, Melito, da archivista, scrivano, dattilografo presso il Comune dal febbraio del 1974 al luglio del 1979. Nel marzo del 1978 è stato invece incaricato delle funzioni di Vice Segretario Vicario del Comune di Melito Porto Salvo, per tre mesi.

Da allora è cominciato un sorta di tour lavorativo che lo ha portato dalla provincia di Brescia a Milano, passando per la Provincia di Massa Carrara e il Comune di Ascoli Piceno.

Approda a Reggio Calabria nel settembre del 2011. Alla Provincia (a guida Raffa) ricopre il ruolo di Direttore Generale dal settembre di quell’anno al maggio del 2017, traghettando l’Ente nella trasformazione in Città Metropolitana da Responsabile dell’Ufficio Elettorale per le elezioni del Consiglio Metropolitano.

Nel frattempo, tra il marzo del 2013 e il maggio del 2017 ha ricoperto la carica di Responsabile della Prevenzione della Corruzione presso la Provincia di Reggio Calabria.

Chiusa la parentesi reggina Minicuci approda alla Prefettura di Catanzaro dove rimane fino al gennaio del 2018. Un mese dopo è già al Comune di Massa, ma ci rimane per i successivi quattro. Infine l’esperienza conclusiva della sua carriera da burocrate in quel di Genova dove, per quasi nove mesi - da luglio 2018 a marzo 2019 – ha svolto l’incarico di segretario generale del Comune, diventando di fatto il braccio destro del sindaco Marco Bucci. Un incarico il suo, che è stato rinnovato per un altro anno, a titolo gratuito, dopo il raggiungimento dell’età pensionabile.

Minicuci è stato uno dei protagonisti del Comune nella ricostruzione del nuovo Ponte san Giorgio, fresco di inaugurazione. Proprio questa esperienza maturata sul lavoro, avrebbe convinto il leader della Lega, Matteo Salvini, a puntare tutto sul suo nome. Secondo alcuni media liguri, decisiva per la sua “nomination” sarebbe stata la spinta del governatore Giovanni Toti, che avrebbe usato parole lusinghiere proprio con riferimento all’iter della ricostruzione del Ponte.

E proprio questa parola è stato il leit motive della candidatura di Minicuci, fin dalle prime ore della sua designazione, con il lancio dello slogan ‘L’uomo del ponte’ a fare breccia nell’immaginario collettivo degli elettori calabresi.