‘Con la tarantella ho guarito la mia anima’: Josephine, l’australiana che insegna al mondo ad amare la Calabria
Sui social racconta in che modo sta riscoprendo le sue radici, con un invito: "Figghioli, venite in Calabria. Ci scialiamo"
01 Agosto 2026 - 10:27 | di Eva Curatola
Ci sono radici che non chiedono il permesso per crescere; sfidano gli oceani, attraversano i continenti e piantano i propri semi nei cuori di chi, pur essendo nato dall’altra parte del pianeta, sa esattamente da dove proviene. È la storia di Josephine Paone, una giovane australiana con il Sud Italia nel sangue, che ha deciso di trasformare il legame con la sua terra d’origine in una vera e propria missione di vita.
Figlia di un papà di Bagnara Calabra e di una mamma di Spadafora, Josephine porta dentro di sé l’energia del mare e la forza delle tradizioni marinare. Cresciuta in Australia, tra due mondi, ha dovuto spesso fare i conti con quella sensazione di sospensione e ricerca che accomuna tanti figli dell’emigrazione:
“In Australia le persone mi dicevano che non ero australiana, e io mi chiedevo chi fossi davvero. Ma adesso sono fiera di essere calabrese e, ovviamente, anche siciliana.”
Un’accoglienza che sa di casa e il sogno della pesca del pesce spada
L’amore per la Calabria non è nato per caso, ma è stato coltivato giorno dopo giorno dai racconti della sua famiglia, confermandosi poi al suo arrivo.
“La Calabria per me è bellissima, ma la cosa più bella in assoluto sono le persone, l’accoglienza. È una cosa che da piccola mio papà mi diceva sempre. E adesso che sono qui, sento quella forte appartenenza alle mie radici. Qui ci sono le montagne, il mare, tutto insieme: è qualcosa di meraviglioso“.
Un legame profondo, il suo, che profuma di salsedine e di memoria. Cresciuta in una famiglia di pescatori con la tradizione della caccia al pesce spada, Josephine custodisce nel cuore un desiderio romantico e viscerale:
“Un giorno il mio sogno è andare sulla passerella della feluca e andare a pescare. Vivere tutta quell’esperienza dal vivo“.
La tarantella come cura: ballare a piedi nudi per connettersi con la Terra
Ma c’è un filo invisibile e musicale che lega Josephine alla Calabria più di ogni altra cosa: la tarantella. Non solo una danza, ma un vero e proprio linguaggio dell’anima. Ballerina professionista, Josephine ha portato i ritmi e la passione della tradizione calabrese in giro per tutta l’Australia, affiancando icone della musica popolare come Mimmo Cavallaro e Stefano Priolo.
Oggi Josephine la tarantella la insegna, con l’obiettivo di far riscoprire a chiunque la bellezza e la potenza delle proprie origini. E quando parla del suo modo di ballare, le sue parole diventano poesia:
“La tarantella per me è qualcosa di curativo. Io ballo scalza per essere direttamente connessa con la terra. Mi ha guarita, e voglio che tutti possano connettersi attraverso di essa con le proprie radici. È fondamentale per me insegnarla e mostrare quanto sia meravigliosa.”
“Figghioli, venite in Calabria: ci scialiamo!”
Un ponte d’amore lungo migliaia di chilometri che oggi trova a Reggio e in tutta la regione il suo punto d’approdo naturale. Un messaggio sincero, pieno di gratitudine e gioia di vivere, che Josephine ha voluto dedicare alla comunità con il calore tipico della sua gente:
“Grazie a CityNow, alla mia famiglia, ai miei amici. Allora, figlioli, venite in Calabria: ci scialiamo!”.
Un invito che non è solo una battuta in dialetto, ma una vera e propria dichiarazione d’amore. Per chi è partito, per chi è rimasto e per chi — proprio come Josephine — ha finalmente ritrovato la strada di casa.
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