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Covid, Boccia a Reggio: ‘Stop tolleranza per i no vax. Inasprire rigore sanitario’

"Cinzia e Francesca, se ci fosse stato l'obbligo vaccinale, sarebbero ancora vive", il commento di Boccia

Francesco Boccia

“Se in Italia e nel resto d’Europa avessimo imposto già la scorsa estate l’obbligo vaccinale contro il Covid-19, Cinzia e Francesca, le due amiche no vax morte a Napoli a pochi giorni di distanza, così come tante altre persone che hanno deciso di non vaccinarsi, sarebbero ancora con noi. Ecco perché non possiamo più limitarci a sperare nella persuasione e nella volontarietà. Ormai siamo in pieno inverno e i dati già da domani ci diranno con chiarezza che la situazione si sta aggravando, come qui in Calabria dove i contagi sono aumentati molto velocemente negli ultimi giorni. Tra un mese l’Italia sarà di nuovo tutta colorata, noi possiamo difenderci solo vaccinandoci tutti. Per il Partito Democratico la vaccinazione totale e di massa resta la priorità assoluta. I vaccini salvano la vita a tutti, a partire dai no vax. Per questo la morte di Cinzia e Francesca fa ancora più male”.

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Così Francesco Boccia, ex Ministro per gli Affari regionali e responsabile Regioni e Enti locali della Segreteria nazionale PD, ieri a Reggio Calabria per partecipare al dibattito “Il Mezzogiorno tra regionalismo differenziato e unità economica del Paese”, organizzato dalla Fondazione Italo Falcomatà, in occasione della commemorazione per i vent’anni dalla scomparsa dell’ex sindaco del capoluogo calabrese.

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