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Cresce senza tregua il mercato discografico italiano nel 2015


di Federica Geria – Ottime notizie dal mercato discografico italiano, il quale, secondi i dati per la FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), raggiunge 148 milioni di euro, con un incremento del 21% rispetto al 2014; all’interno del dato complessivo i ricavi da fonti digitali, e quindi download e streaming, rappresentano il 41% contro un ancora forte 59% del supporto fisico.

Il fatturare sale così per il secondo anno consecutivo. Lo streaming si diffonde sempre di più coprendo la frenata dei cd e il crollo dei download. Anche se, il vinile rimane pur sempre una nicchia, nella sua unicità.

Il settore fisico è stato sostenuto soprattutto grazie alla musica italiana e ad eventi mediatici ben studiati e calcolati dalle case discografiche, organizzati con tutti quegli artisti che riescono ancora a trascinare un gran numero di fans presso i punti vendita dove vengono presentati i dischi direttamente dai cantanti. Per quanto riguarda il fatturato del supporto fisico domina il compact disc con il 96%, ma il piccolo 4% del vinile significa un incremento del fatturato del 56% rispetto gli anni precedenti; è cresciuto inoltre anche il CD con un buon +17% rispetto al 2014.

Il pubblico dunque acquista sicuramente meno album rispetto al passato, ma contemporaneamente accede sempre a più canzoni. Certamente la pirateria non è sconfitta: troppo semplice ancora scaricare musica in mp3 dal web. Ad incentivarne il download pirata è forse anche la decisione di alcuni cantanti di non condurre i loro album sulle piattaforme streaming disponibili in modalità gratuita.

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