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Lezioni al capolinea, più di 5 mila studenti pronti agli esami di terza media nel reggino

L'esame si compone di quattro prove principali valutate dalla commissione interna

Scuola Aula Banchi

“Con la chiusura dell’anno scolastico fissata per lunedì 8 giugno arrivano le vacanze lunghe per i 70.500 allievi delle scuole di ogni ordine e grado della provincia di Reggio Calabria.

L’ultima campanella sta, dunque, per suonare ma non per gli ottomila e cinquecento allievi della scuola dell’infanzia che termineranno le loro attività educative martedì 30 giugno. Poi sarà vacanza per i più fino a martedì 15 settembre 2026, inizio del nuovo anno scolastico, tre mesi pieni lontani da compiti, interrogazioni e libri. Però, non per tutti sarà così. Per i ragazzi di terza media la fine delle lezioni di fatto è sinonimo di esami di Stato che inizieranno subito dopo. Per i quattordicenni le vere vacanze scatteranno il 30 giugno, ultimo giorno utile fissato dal Ministero della P.I. per gli esami di Stato. I diciottenni, invece, saranno alle prese con gli esami almeno fino a metà luglio.

Intanto, è già tempo di scrutini e i prossimi giorni saranno dedicati nelle scuole alle valutazioni finali: scrutini per le ammissioni alla classe successiva e agli esami di Stato. Gli scolari di scuola primaria non affronteranno alcun esame, visto che quello di licenza è stato abrogato dal 2005. Si sta concludendo, dunque, un anno di lavoro molto intenso, che ha visto le scuole reggine impegnate ogni giorno nell’offrire un servizio altamente qualitativo dal punto di vista didattico, educativo e formativo, attento alle istanze dell’utenza e volto alla valorizzazione di conoscenze, abilità personali e competenze di ciascuno studente. Ultimati gli scrutini, perciò, molti studenti e docenti saranno impegnati negli esami di Stato.

Le tappe degli esami per le terze medie e le superiori

A cominciare per primi saranno più di cinquemila alunni di terza della scuola secondaria di primo grado che affronteranno la loro ultima fatica, il conseguimento della cosiddetta minimaturità. A seguire i quasi cinquemilatrecento maturandi delle scuole secondarie superiori che inizieranno i loro esami di stato giovedì 18 giugno. Per partecipare agli esami gli allievi delle terze classi della scuola media devono aver frequentato almeno i tre quarti del monte ore annuale e aver partecipato alle prove Invalsi 2026. Il voto di ammissione viene espresso dal Consiglio di classe e concorre per il 50% alla determinazione del voto finale, mentre le prove d’esame pesano per il restante 50%.

L’esame si compone di quattro prove principali valutate dalla commissione interna: Italiano, Matematica, Lingue straniere, colloquio orale multidisciplinare che include la presentazione di una tesina o mappa concettuale e l’accertamento delle competenze in Educazione Civica.

La valutazione finale è complessiva e basata su dieci decimi; per superare l’esame è necessario un voto uguale o superiore a sei. La votazione massima (dieci decimi) può essere accompagnata dalla lode, con deliberazione all’unanimità della commissione, su proposta della sottocommissione, in relazione alle valutazioni conseguite nel percorso scolastico del triennio e agli esiti della prova d’esame.

I dati Istat sulle carenze formative e il gap territoriale

Per l’ISTAT, i ragazzi che frequentano l’ultimo anno delle Scuole Medie arrivano alle superiori con gravi insufficienze: il 34,4% infatti non raggiunge la sufficienza nelle competenze alfabetiche, riportando gravi difficoltà nella comprensione dei testi, mentre il 40,1% ha seri problemi con la matematica. Tutti i test, scientifici ed oggettivi, (nazionali ed internazionali) ce lo certificano: il rendimento degli alunni della scuola dell’obbligo crolla nel passaggio dalle elementari alle medie. Le due aree principali su cui lavorare nell’immediato futuro sono gli apprendimenti in italiano e matematica, è un gap territoriale che parte sin dalla scuola primaria e si accentua nella scuola media, il ventre molle o se vogliamo l’anello debole del nostro sistema educativo”.

 Prof. Guido Leone, già Dirigente tecnico dell’USR Calabria

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