Disagio abitativo a Reggio, Marino: ‘Diritto alla casa ancora negato, serve un cambio di rotta’
180 famiglie ancora senza casa dopo quattro anni. Marino accusa: “Non è mancanza di alloggi, è stata una scelta politica”. Le richieste alla nuova amministrazione
31 Luglio 2026 - 10:52 | di Redazione

“Siamo in piazza per dire che il diritto alla casa viene ancora negato, a chi per legge è vincitore di un bando e dopo anni non ha ricevuto l’alloggio, ma anche a chi chiede in emergenza anche il cambio alloggio: il diritto al cambio integra il diritto all’assegnazione quando l’alloggio non è più adeguato, quindi è necessario il cambio”.
Queste le parole ai microfoni di Citynow di Giacomo Marino, presidente di Un Mondo di Mondi, quest’oggi in piazza Italia, a Reggio Calabria, con gli enti dell’Osservatorio sul disagio abitativo.
Diritto alla casa: le 180 famiglie in attesa e le responsabilità dell’amministrazione Falcomatà
“Questo diritto alla casa – prosegue Marino – è un diritto fondamentale per le persone a reddito basso che comunque hanno acquisito questo diritto vincendo un bando, con una graduatoria, in questo caso specifico del bando 2019. Per la graduatoria di 4 anni fa, 180 famiglie non hanno ancora ricevuto l’alloggio. In particolare noi questa mattina riportiamo un esempio emblematico di questa situazione drammatica, quello di una signora che il 22, quindi 9 giorni fa, è stata sfrattata, pur essendo vincitrice di un bando pubblico. È stata sfrattata perché con un reddito talmente basso che non ce la faceva a pagare il canone, però dopo 4 anni avrebbe dovuto ricevere l’alloggio e quindi evitare lo sfratto, evitare di finire sulla strada. La signora è 145° nella graduatoria di 210 vincitori. Dopo 4 anni il Comune ha scorso la graduatoria all’incirca fino alla 35° posizione. Questa responsabilità non possiamo dire che è in capo alla nuova amministrazione che è insediata da poco. L’attesa di 4 anni per 180 famiglie che non hanno ricevuto la casa, la signora che è andata sulla strada…la responsabilità di tutto questo è di chi ha governato negli ultimi 12 anni. Che ha distrutto, ha scelto politicamente di negare il diritto alla casa. Non è stato un caso, o la mancanza di alloggi come spesso si dice, no: è stata una scelta politica“.
Le richieste alla nuova amministrazione
“Quali sono le richieste che è necessario fare alla nuova amministrazione? La responsabilità naturalmente è di chi ha governato nel passato, ma la nuova amministrazione da subito deve prendere distanza da questa scelta politica scellerata. Prendere distanza significa assumere un obiettivo, che è quello di legge, di assegnare gli alloggi in tempi utili a chi ha vinto. E anche i cambi alloggi naturalmente, si attende una graduatoria anche su quello, sull’emergenza. Impegnarsi al rispetto della legge, della normativa regionale. Assumendosi un obiettivo preciso, fissando anche degli step, speriamo anche mensilmente che vengano quantificati quanti alloggi vengono assegnati, in maniera che si scorra la graduatoria e si dia un messaggio a chi non va a occupare ma attende in graduatoria per aver assegnato l’alloggio di cui ha diritto. Per fare tutto questo, per darsi questo programma e questo obiettivo, è necessario fare delle azioni di ricostruzione di quello che è stato distrutto. Le azioni che noi proponiamo oggi in conferenza stampa sono queste”.
Personale, controlli, regolamenti da ricostruire e fondi
Garantire il personale nel settore, perché non c’è più il personale per le assegnazioni già da tanto tempo. Ricostituire il gruppo di polizia municipale dentro il settore, il gruppo fisso, stabile, che storicamente c’è stato e che ha una funzione importante, che è quella delle verifiche quotidiane, di controllare il patrimonio. È fondamentale, non esiste da molti anni e questo fa parte di quella scelta che abbiamo detto prima, la scelta scellerata di negare il diritto alla casa. E poi di modificare il regolamento di emergenza abitativa, che non ha funzionato. È stato approvato nel 2018, in 8 anni sono stati assegnati 5 alloggi a 5 famiglie, è un regolamento di emergenza abitativa, quindi un fallimento totale. Anche con il regolamento di mobilità varato dalla Regione 7 mesi fa, a fine 2025, fino a adesso non c’è stata nessuna graduatoria: evidentemente fa acqua da tutte le parti anche questo regolamento. E poi utilizzare tutti i fondi che sono destinati al settore per la manutenzione e l’acquisto di nuovi alloggi per le assegnazioni, mi riferisco ai fondi vincolati”.
Un tavolo permanente sul disagio abitativo
“Infine chiediamo che si costituisca un tavolo permanente con l’Osservatorio sul disagio abitativo. L’Osservatorio ci ha lavorato moltissimo negli anni, abbiamo fatto (e rifaremo) anche una proposta di regolamento che è stata cestinata nel 2017 per un regolamento, quello del 2018, che non funziona. Un tavolo permanente o degli incontri periodici in cui l’osservatorio può fare delle proposte: noi – conclude Marino – non facciamo soltanto critiche”.
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