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Disagio abitativo a Reggio, l’Osservatorio: ‘Sfratto imminente, Cannizzaro intervenga’

"Il settore è stato azzerato, quindi non solo le assegnazioni, ma anche le manutenzioni, i cambi alloggio, le verifiche dei requisiti: tutto è mancato" l'appello dell'Osservatorio

Giacomo Marino

Disagio abitativo a Reggio Calabria, gli Enti dell’Osservatorio hanno chiesto quest’oggi, in piazza Italia, un incontro al sindaco Francesco Cannizzaro ed un intervento per garantire l’alloggio alle famiglie vincitrici del bando 2919, e a quelli della graduatoria sull’emergenza abitativa.

L’ennesimo appello all’amministrazione reggina che da anni tarda a risolvere la problematica gestione degli alloggi popolari, ma oggi in piazza si evidenzia al nuovo Primo Cittadino l’emergenza di un caso in particolare, quello di una donna di 70 anni che rischia a breve lo sfratto.

Ai microfoni di Citynow il presidente dell’associazione “Un Mondo di MondiGiacomo Marino spiega le ragioni e le richieste dell’Osservatorio:

“La richiesta che rinnoviamo al sindaco è quella di mettere mano a questo settore, cominciando da questa urgenza, cioè quella di una una vincitrice, probabilmente ce ne sono altri vincitori del bando che ancora dopo quattro anni non hanno ricevuto un alloggio. Dopo quattro anni dalla pubblicazione della graduatoria è drammatico, e tra l’altro questa signora a oggi subisce uno sfratto: il 22 sarà sulla strada. Una signora di 70 anni con una piccola pensione con la quale non riesce a affrontare l’affitto, sarà sulla strada. Chiediamo al sindaco e all’assessore Ripepi di intervenire. Come? Con un’emergenza abitativa, è nel potere del sindaco, glielo riconosce l’articolo 31 della legge 32 del 1996, la legge per intervenire come urgenza in attesa dell’assegnazione definitiva”.

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“Ricordiamo – prosegue Marino – che dei 210, la graduatoria è arrivata a meno della quarantesima posizione: la signora è 145esima dei 210 vincitori della graduatoria, quindi ci vorrà del tempo. Speriamo che il sindaco metta mano al settore, dia al settore il personale necessario per lo scorrimento vero della graduatoria. E per garantire il diritto alla casa di queste persone che hanno vinto il bando 2019, dei cinque dell’emergenza abitativa, ma anche delle famiglie del Comparto 6 che sono state oggetto di uno sgombero, di un’ordinanza di sgombero sindacale dell’anno scorso, ma che rischiano anche loro di restare sulla strada. Intanto questa famiglia, questa signora, che tra l’altro vive sola, è un caso emblematico di cambiamento: nel momento in cui si interviene e si evita che questa famiglia vada a finire sulla strada, c’è una modifica di quella politica che è stata fatta negli ultimi quindici anni, che chi vinceva comunque restava senza alloggio, una cosa drammatica e illegale”.

Marino: “Il settore è stato azzerato, tutto è mancato”

“Lo scriviamo nel comunicato – spiega Marino – il settore è stato azzerato, quindi non solo le assegnazioni, ma anche le manutenzioni, i cambi alloggio, le verifiche dei requisiti: tutto è mancato. Quindi quello che suggeriamo un po’ alla volta è che il settore deve essere ricostruito secondo norma, per garantire il diritto alla casa nella sua pienezza. E noi come Osservatorio, che ci abbiamo lavorato negli ultimi anni, possiamo dare una mano con dei suggerimenti. Perché abbiamo l’esperienza. fatta sul campo”.

Presente quest’oggi in piazza Italia anche Salvatore Miceli del Movimento Reggio Non Tace, che ai microfoni di Citynow dichiara:

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“Da parte mia e da parte nostra sottolineiamo l’importanza di agire anche in tempi molto più veloci di quanto sia stato fatto in passato, l’abbiamo detto anche nella scorsa conferenza di una quindicina di giorni fa, perché ci sono delle emergenze. C’è anche una legge sull’emergenza abitativa, la parola ‘emergenza‘ naturalmente va in coppia con la parola ‘urgenza‘, cioè a fronte di un piano di manutenzione, di assegnazioni che deve velocizzarsi perché è andato avanti finora con troppa lentezza, ci sono però anche delle situazioni che a giorni diventano quanto mai drammatiche: gli sfratti di chi non per propria colpa non riesce a pagare l’affitto. La responsabilità non è dei proprietari, ma è di chi pur avendo gli strumenti per provvedere, non provvede. Quindi noi – conclude Miceli – chiediamo questo incontro urgente in particolare al sindaco, perché già il 22 luglio, per esempio, c’è uno sfratto con l’intervento della forza pubblica. La persona sfrattata dovrebbe aver assegnato un alloggio temporaneo in emergenza abitativa, e questa è una cosa di cui solo il sindaco in persona, neanche l’assessore, ha competenza e potere per farlo”.

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