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La magia della fattoria sociale ‘Aratea’ e il saggio che celebra il riscatto sociale

Una realtà che dal 2003 rappresenta un pilastro indistruttibile di inclusione, amore e solidarietà nel nostro territorio

Aratea

C’è un luogo, a pochi minuti dal caos cittadino, dove il tempo sembra rallentare per fare spazio a ciò che conta davvero. Un luogo dove non esistono barriere, dove i display degli smartphone si spegnono e si accende, potente, la vita reale. È la Fattoria Sociale Aratea, una realtà che dal 2003 rappresenta un pilastro indistruttibile di inclusione, amore e solidarietà nel nostro territorio. Ben 23 anni di storia, di battaglie vinte, di sorrisi regalati a chi spesso si sente invisibile. Aratea non è semplicemente un centro ricreativo: è un polmone di speranza per Reggio Calabria.

Aratea

Una storia gloriosa che continua a collezionare traguardi straordinari: la Fattoria Sociale Aratea figura infatti tra i vincitori del prestigioso progetto “SuperAbilities”, l’importante iniziativa promossa dalla Regione Calabria (nell’ambito del PR Calabria FESR FSE+ 2021/2027) volta a valorizzare le migliori realtà dedicate all’inclusione sociale e al welfare di comunità. Un riconoscimento d’eccellenza che attesta, ancora una volta, l’alto valore sociale e l’impatto sul territorio delle attività della fattoria.  
L’anima pulsante di questa realtà si riflette nel rapporto simbiotico con l’animale attraverso un primato eccezionale: da Roma in giù, infatti, la Fattoria Sociale ARATEA è l’unica struttura in tutto il Centro-Sud a proporre l’innovativo metodo Cavalgiocare. Un’esclusiva assoluta che rende questo centro un punto di riferimento unico nel panorama meridionale. Attraverso questo approccio educativo-ludico, i piccoli cavalieri si avvicinano al mondo equestre non con la logica del dominio, ma attraverso il gioco, il movimento e una disciplina straordinaria: il volteggio.
Il volteggio equestre, che unisce la ginnastica artistica alla danza in groppa al cavallo, ad ARATEA si spoglia della mera competizione per diventare una forma d’arte relazionale. Qui non si “usa” il cavallo; si danza con lui. È un dialogo fatto di respiri sincronizzati, di pesi che si equilibrano, di fiducia cieca. I ragazzi imparano a stare in piedi, a sfidare la gravità e le proprie paure, sorretti dalla forza di un alleato straordinario. Una sinergia unica che agisce in modo potentissimo sui blocchi emotivi, aiutando gli esseri umani a liberarsi dalle ansie e dalle ombre della quotidianità.
Entrare nel mondo di ARATEA significa innanzitutto comprenderne la filosofia. Il servizio terapeutico ed educativo non inizia in sella, ma a terra. Nelle immagini impresse negli occhi di chi ha partecipato al progetto, il primo grande miracolo è la cura: i bambini, spazzola e striglia alla mano, accarezzano il manto del cavallo, puliscono gli zoccoli e stabiliscono un contatto visivo e tattile immediato.
Non c’è fretta, non c’è ansia da prestazione. C’è il battito del cuore del cavallo che si regolarizza con quello del ragazzo. Questo approccio basato sul rispetto totale della dignità dell’animale toglie ogni barriera: il cavallo viene riconosciuto come un essere senziente, un partner e un amico fidato che non giudica, ma accoglie.
Il recente saggio di fine anno è stato il culmine di questo viaggio straordinario, trasformandosi in una vera e propria festa del riscatto, dello sport e dell’orgoglio. Un evento di tale caratura da aver ottenuto il prestigioso patrocinio del CONI, a testimonianza dell’altissimo valore formativo e sportivo dell’iniziativa.
Davanti agli occhi commossi di genitori ed educatori, la pista si è accesa di colori e di energia. I ragazzi, fieri nei loro completi, hanno dato vita a una sfilata trionfale, stringendo tra le mani i palloncini colorati e i cartelli del progetto, sventolati come bandiere di una vittoria collettiva. A guidare il corteo, imponenti e sereni, i cavalli della fattoria, che avanzavano fieri a passo d’uomo in perfetta armonia con i loro giovani conduttori. Vedere questi ragazzi interagire con tale naturalezza, coordinazione e gioia pura ha dimostrato quanto l’attività ludico-equestre sia profondamente terapeutica. In un’epoca dominata dall’isolamento digitale, ARATEA restituisce ai bambini la terra sotto i piedi, il contatto con la natura e la
consapevolezza del proprio valore.

Aratea

Il vero segreto di ARATEA risiede in una parola troppo spesso dimenticata: rispetto. In questa fattoria sociale, la dignità degli animali è sacra. I cavalli non sono visti come “strumenti” di terapia, ma come partner a tutti gli effetti, esseri di cui viene preservata l’identità, la libertà e il benessere. È proprio questo riconoscimento della dignità animale che permette il miracolo: il cavallo, sentendosi rispettato, si apre all’essere umano, diventando uno specchio emotivo capace di curare le ferite invisibili del cuore.
Dietro questo ingranaggio perfetto fatto di amore, sport e professionalità, c’è la guida sapiente di figure storiche. In prima linea troviamo Tino Scopelliti, Presidente del CONI e colonna portante del centro, la cui guida istituzionale e sportiva conferisce un prestigio immenso a ogni iniziativa. Accanto a lui, il pilastro tecnico e scientifico della struttura: la dottoressa Irene Putortì. È la sua altissima competenza, in qualità di Responsabile delle Attività, a garantire la sicurezza e la perfetta riuscita terapeutica ed educativa di ogni singolo progetto.

Grazie alla sinergia di questa squadra straordinaria, ARATEA si conferma un’eccellenza assoluta e inimitabile. Una favola reale che da 23 anni scrive le pagine più belle della Reggio Calabria che accoglie, che cura e che ama.

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