Femminicidi, Straface: ‘La Calabria rifiuta di assuefarsi a questa barbara catena di sangue’
"Dopo l’estate al via nelle scuole un piano per la prevenzione” le parole dell'assessora regionale al welfare
20 Agosto 2026 - 14:31 | Comunicato stampa

“Mentre l’Italia intera assiste sgomenta a una tragica e ininterrotta scia di sangue che ha strappato la vita a circa dieci donne in meno di un mese, il dolore più cupo e la rabbia più profonda colpiscono al cuore la nostra Calabria. I recenti, efferati delitti consumati a Corigliano-Rossano e a Trebisacce non sono solo due notizie di cronaca nera: sono due squarci sanguinati nella carne della nostra comunità, due ferite drammatiche che spengono la vita di madri, di donne che avevano figli, di nonne che vedevano crescere i propri nipoti e la cui assenza devasta per sempre l’esistenza di intere famiglie. Come assessore alle Pari Opportunità e al Welfare, ma prima di tutto come donna e cittadina di questa terra, avverto il dovere morale e politico di dire basta con assoluta fermezza: la Calabria rifiuta di assuefarsi a questa barbara catena di sangue”.
Straface interviene sull’ondata di femminicidi
Con queste parole cariche di forte commozione e rigore istituzionale, l’assessore della Regione Calabria, Pasqualina Straface, interviene sull’ondata di femminicidi e aggressioni che sta attraversando il Paese e l’intero territorio provinciale.
“Serve una vera e propria rivoluzione culturale”
“Le oltre 1.300 chiamate giunte nell’ultimo anno al 1522 dalla Calabria ci raccontano un sommerso di paura che riguarda per oltre il 90% donne e madri schiacciate dal ricatto psicologico o economico. La verità è una sola: cambia l’arma – che sia una pietra, un coltello o le mani nude – ma non cambia la radice, che risiede nella malata pretesa di possesso e nell’incapacità di accettare la libertà femminile. Dall’aggressione verificatasi solo due mesi fa a Terranova da Sibari fino ai drammi irreversibili degli ultimi giorni, vediamo ripetersi un copione inaccettabile in cui l’aggressore ha quasi sempre le chiavi di casa. Non basta più intervenire a tragedia avvenuta o affidarsi al solo inasprimento delle pene. Serve una vera e propria rivoluzione culturale e di mentalità che metta al centro la prevenzione primaria, da attuare molto prima che il germe della violenza possa attecchire. Un politico e un’istituzione non possono limitarsi a piangere le vittime o a porre tardivi rimedi ai drammi: il nostro dovere primario è prevenirli, educando fin dall’infanzia al rispetto profondo dell’altro, all’affettività e al valore inestimabile della libertà femminile, scardinando fin da piccoli la cultura del controllo. Serve una risposta organica e corale, fondata su una legge nazionale sulla prevenzione sul modello dei Paesi europei più avanzati e sulla formazione obbligatoria per forze dell’ordine, magistrati, operatori sanitari e scolastici, affinché mai più nessuna denuncia o avvisaglia venga sottovalutata”.
Le azioni della Regione Calabria
L’assessore richiama quindi le azioni concrete intraprese sul territorio regionale, rivendicando le scelte dell’esecutivo regionale come impegni di tutela pubblica e risposte strutturali alle fragilità:
“La Regione Calabria ha scelto di fare la propria parte senza riserve: sotto la guida del Presidente Occhiuto abbiamo rinnovato dopo vent’anni le nostre leggi e approvato il Piano Triennale da oltre 8 milioni di euro per rafforzare la rete dei 13 Centri Antiviolenza e delle 11 Case Rifugio.
Il bando “Donne Libere” e i progetti per la prevenzione
Abbiamo finanziato con circa 3,5 milioni di euro il bando ‘Donne Libere’ per garantire tirocini, borse di studio e supporto abitativo, perché l’autonomia economica è la prima vera chiave per spezzare le catene del maltrattamento. Abbiamo attivato progetti specifici come ‘Oltre’, con uno stanziamento di oltre 250 mila euro dedicato alle donne con disabilità, e stabilito che la Regione si costituisca sempre parte civile nei processi per femminicidio. E proprio sul fronte decisivo della prevenzione primaria, subito dopo la pausa estiva, partiremo nelle scuole calabresi con un nuovo e imponente progetto da oltre 250 mila euro per promuovere la cultura del rispetto e contrastare ogni forma di violenza di genere direttamente tra le giovani generazioni”.
Straface: “La Calabria non si piega”
“Ma la politica e le leggi non bastano se non ripartiamo dalla coscienza pubblica e dal valore inestimabile della vita – conclude l’assessore Straface -. Ai figli, ai ragazzi, alle famiglie che oggi piangono le loro mamme e le loro nonne voglio dire che non sarete lasciati soli. La Calabria non si piega all’oscurità della pretesa di possesso. Continueremo a batterci in ogni sede, con ogni risorsa e con tutto il cuore, affinché nessuna donna debba più avere paura di vivere, di scegliere e di essere libera”.
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