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Gigi e lo Sgrassamondo: CityNow incontra i protagonisti


di Davide Ferraro – Il teatro si affaccia al sociale per riaccendere nei nostri cittadini quei valori morali ed etici che forse un po’ tutti abbiamo accantonato.

Il 9 maggio 2015, i ragazzi, grandi e piccini, del Centro Tripepi Mariotti dell’Associazione Piccola Opera Papa Giovanni Onlus hanno regalato uno spettacolo unico ed emozionante presso l’Auditorium Zanotti Bianco.

I protagonisti della messa in scena hanno interpretato “Gigi e lo sgrassamondo”, una storia inventata da loro stessi che narra di un ragazzino (Gigi) che necessita dello sgrassamondo per ripulire e salvare il mondo.

Il successo dei ragazzi è stato, oltre che per la brillante e comica interpretazione, anche per il messaggio che essi  ci hanno inviato.

Un messaggio ricco di Speranza e Uguaglianza, che intende “ripulire” la nostra società dai pregiudizi e dalle limiti mentali che si impone.

Gigi e lo sgrassamondo” è stato interpretato senza sipario perché, come ha detto il Dr. Valerio Bascià: “Non abbiamo voluto mettere il sipario perché non vogliamo barriere”.

CityNow ha intervistato due personalità che hanno avuto un importante ruolo nella realizzazione dello spettacolo : Santo Nicito, il regista dello spettacolo, e Roberta Racinaro.

Com’è nata l’idea di questo spettacolo teatrale?

Roberta Racinaro: “L’associazione Piccola Opera Papa Giovanni lavora da 40 anni con la disabilità per abbattere completamente le barriere mentali che ci sono nel vedere la disabilità. Questo spettacolo ha l’intenzione di permettere ad ognuno di loro di esprimersi e di contrastare l’idea che essi abbiano costantemente bisogno di aiuto e di assistenza. Il protagonista della storia, Rocco, ha grandissime potenzialità artistiche che non dovrebbero essere nascoste, ma visibili a tutti e ciò può avvenire anche grazie al nostro progetto.”

Come ha avuto inizio la sua carriera?

Santo Nicito: “Ho iniziato da attore, concentrandomi nel teatro e mi sono specializzato nel sociale come educatore. Ho unito le due esperienze utilizzando le arti-terapie come strumento di relazione per persone che vivono un disagio qualsiasi. A noi non interessa il risultato, bensì fare un percorso efficace che dia la possibilità ai ragazzi di esprimersi che è la nostra vittoria. L’arte libera, quindi ciò che abbiamo visto stasera è libertà.”

Considerando che abbiamo accantonato la nostra cultura, cosa crede possa dare questo spettacolo alla società reggina?

Santo Nicito:” Credo che questo spettacolo possa farci tornare all’arte viscerale, l’arte che emoziona, che prende ognuno di noi nell’emotività che spesso siamo abituati a nascondere; che possa abbattere il pregiudizio e la superficialità nei confronti delle persone con disagi di qualunque tipologia. Quello che noi vogliamo fare è urlare che tutto è possibile, in qualsiasi momento con qualsiasi menomazione fisica, con qualunque orientamento sessuale e colore della pelle.”

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