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Il Pd propone ‘Bella Ciao’ come inno istituzionale del 25 aprile

"Giusto, sia insegnata nelle scuole". "No, è inno dei comunisti". La proposta fa discutere tra favorevoli e contrari

Bella Ciao

Tiene banco (e caldo il dibattito politico) la vicenda relativa alla proposta di legge presentata da un gruppo di parlamentari del Pd, assieme ad esponenti di Italia Viva, Leu e 5 Stelle, riguardo l’inserimento di ‘Bella Ciao’ quale inno istituzionale’ del 25 aprile. La canzone andrebbe dunque eseguita dopo l’inno di Mameli nelle celebrazioni ufficiali della festa della Liberazione.

Il primo (e unico) articolo della proposta di legge 3035 recita al comma 1: “La Repubblica riconosce la canzone «Bella ciao» quale espressione popolare dei valori fondanti della propria nascita e del proprio sviluppo”. E al comma 2: “La canzone «Bella ciao» è eseguita, dopo l’inno nazionale, in occasione delle cerimonie ufficiali per i festeggiamenti del 25 aprile, anniversario della Liberazione dal nazifascismo”.

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Nella proposta di legge si fa anche riferimento alla possibilità di studiare la genesi e il testo di ‘Bella Ciao’ all’interno delle scuole.

“Possiamo affermare con certezza che «Bella ciao» non è espressione di una singola parte politica, ma che, al contrario, tutte le forze politiche democratiche possono ugualmente riconoscersi negli ideali universali ai quali si ispira la canzone”, il pensiero dei proponenti.

Pensiero che ovviamente ha trovato anche degli oppositori all’interno della politica. Uno di questi è Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato ed esponente di Fdi

“Non mi pare che sia il problema principale dell’Italia in questo momento. E non mi pare che ‘Bella ciao’ possa sostituire il canto ‘Fratelli d’Italia’. Sto ancora aspettando che il testo di ‘Fratelli d’Italia’ si insegni a scuola, c’è una legge che lo prevede ma nessuno lo fa. Se proprio si vuole tornare indietro nella storia c’è la canzone del Piave per ricordare i caduti della guerra”.

“Bella ciao non per colpa del testo ma per colpa della sinistra, è diventata una canzone che non copre il gusto di tutti gli italiani: è troppo di sinistra. Non è la canzone dei partigiani, è la canzone solo dei partigiani comunisti. Sono contrario”, conclude seccamente La Russa.

Duro il commento anche di Rachele Mussolini, figlia di Romano e nipote del Duce.

“Come al solito penso che questi signori del Pd e chi gli va dietro, parlamentari di Italia Viva, Leu e gli altri, vivano su un altro pianeta, perché è evidente come i problemi siano altri piuttosto che farsi una ‘cantata’ e riconoscere l’ufficialità di Bella Ciao che loro già intonano il 25 aprile. Per quanto mi riguarda spegnerò la televisione o la radio, perché quell’altra melodia non è nelle mie corde”.

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