Inchiesta Brogli a Reggio: FI, FdI e Lega chiedono un'ispezione ministeriale

I parlamentari del centrodestra firmano un'interpellanza e chiedono l'intervento del Ministro dell'interno per la vicenda dei brogli a Reggio Calabria

Il centrodestra non ha intenzione di far passare sotto traccia la vicenda dei brogli elettorali che ha coinvolto le comunali di Reggio Calabria dello scorso settembre. Adesso, però, non si tratta più solamente degli esponenti locali, ma anche di chi siede alla Camera dei Deputati.

Inchiesta brogli: la nuova mossa del centrodestra

"Ne vale della dignità di un popolo, della legittimità della democrazia e del potere decisionale di ogni singolo cittadino. Motivi per cui proprio in queste ore abbiamo presentato al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e ad entrambi i rami del Parlamento un’interpellanza urgente, rafforzata dalla seconda tranche di inchiesta della Procura".

Si legge in una nota stampa che porta la firma di diversi parlamentari: Maurizio Gasparri, Stefano Candiani, Fulvia Caligiuri, Isabella Rauti, Francesco Cannizzaro, Wanda Ferro, Cristian Invernizzi, Maria Tripodi, Felice Maurizio D’Ettore, Sergio Torromino.

Un'interpellanza alla quale, nei prossimi giorni, il Governo sarà chiamato a riferire in Aula tramite i suoi rappresentanti per spiegare quali iniziative intende adottare sotto il profilo amministrativo e di legittimità del voto.

La situazione a Reggio Calabria

La nota prosegue:

"Mentre a Palazzo San Giorgio tutto tace, tra i cittadini di Reggio Calabria stanno gradualmente montando malumore ed irritazione per la mancata presa di posizione del Sindaco e della sua Maggioranza rispetto all’inchiesta sui brogli elettorali di cui il protagonista è uno dei suoi fedelissimi. Dal 14 dicembre, giorno in cui è esplosa la notizia-bomba, il Primo cittadino non si è sentito né scalfito né delegittimato dalla tanto clamorosa quanto inquietante inchiesta eseguita dalla Digos della Questura. E neppure la seconda tranche di risultanze investigative e di misure cautelari emesse dalla Procura il 3 marzo, confermando ed aggravando il quadro della situazione, ha smosso Falcomatà & Co. rimasti ben saldi sulle loro poltrone, guardandosi bene dal cedere alle richieste ripetute ed insistenti dell’Opposizione, del Comitato “Reggio non si broglia”, della società civile che in questi mesi hanno chiesto a gran voce le dimissioni del Sindaco, della Giunta e del Consiglio comunale".

L'interpellanza al Ministro Lamorgese

"Come abbiamo già scritto nei precedenti comunicati, in una Città normale di un Paese normale, oggi non saremmo qua a discuterne ancora. Ecco perché ci ritroviamo ancora una volta a sollecitare l’intervento risoluto del Governo. Il già allarmante quadro investigativo quindi si è ulteriormente aggravato tramite ulteriori elementi forniti dalle dichiarazioni degli indagati e tramite alcune intercettazioni telefoniche. Al di là dell’accertamento delle responsabilità individuali, emergono profili d’illegittimità di rilevanza tale da inficiare, se confermati, l’intero procedimento elettorale e i suoi esiti. Il numero e la specie di irregolarità e vizi dedotti potrebbero aver alterato in misura decisiva l’espressione della volontà popolare e la genuinità del voto. A questo deve aggiungersi la premessa che la designazione di molti presidenti di seggio in forza di deleghe irregolari configurerebbe, a prescindere dagli esiti del voto, una forma d’illegittimità originaria.

Alla luce di tutti questi FATTI, reclamiamo con forza, dunque, l’intervento concreto del Ministro dell’Interno e dei suoi funzionari, al fine di verificare i fatti ed assicurare la legittimità e la legittimazione delle istituzioni comunali. A Reggio Calabria abbiamo necessità di ristabilire la libertà e la genuinità del voto".