Jova Beach Party senza barriere? Il racconto della famiglia di una ragazza disabile

"Abbiamo dovuto fare i conti con la disorganizzazione, ma speriamo ne valga la pena". Il racconto di una famiglia reggina al Jova Beach Party

“Abbiamo deciso di venire al concerto di Jovanotti perchè è un’artista che amiamo e apprezziamo. Siamo un gruppo di sei persone e con noi c’è anche mia figlia, una ragazza disabile”. 

Inizia così il racconto di una famiglia reggina che abbiamo incontrato al Jova Beach Party di Roccella Ionica.

Attrezzate per il mare, ma anche per trascorrere piacevoli ore all’insegna della musica. Qualcosa però non va, lo si intuisce dai visi un pò sconsolati e non si tratta del caldo che, nel Comune in provincia di Reggio, oggi, sembra ancor più torrido.

“Purtroppo abbiamo dovuto fare i conti con la disorganizzazione. I botteghini sono veramente troppo pochi rispetto al numero di persone previste per il concerto. Abbiamo dovuto aspettare più di un’ora, in fila sotto il sole”.

I disagi però non finiscono qui, la famiglia da noi intervistata è arrivata a Roccella in pullman:

“La navetta ci ha lasciato a 3 km di distanza dal punto in cui ha inizio il vero e proprio villaggio di Jovanotti. Un tratto di certo non breve da percorrere a piedi e in pieno agosto”. 

I minuti trascorsi in compagnia di Luisa, Vittoria, Giada, Eleonora, Marilena e Maria Teresa ci hanno fatto capire come, partecipare al concerto, non sia stata esattamente ‘facile’, ma la cosa più bella è il loro commento finale:

“In fondo vale la pena sopportare tutto questo per vedere Lorenzo dal vivo. Forza Jova ripagaci di queste fatiche”.

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